1° dicembre: su HIV/AIDS la necessità è venire informati

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L’ANLAIDS rende noti i risultati di un gioco on-line sul grado di conoscenza sul tema Aids, mentre la LILA punta alla diffusione di profilatici a costo ridotto. Grillini...

ROMA – Durante il recente XX Congresso su Aids e Sindromi correlate l’ANLAIDS ha reso noti i risultati di un’indagine sulle conoscenze degli italiani su Hiv e Aids condotta attraverso internet. Collegandosi sin da questa estate al sito di SafeCity si può partecipare ad un gioco-indagine online che permette anche di evidenziare la poca informazione o le convinzioni errate sulla malattia. Gli oltre 1.500 partecipanti, prevalentemente giovani, con le loro risposte hanno messo in evidenza il fatto che c’è ancora bisogno di fare molta informazione perché molte sono ancora le convinzioni errate. Il 22% di coloro che hanno partecipato crede che da questa malattia si possa guarire e il 27% crede che esista già un vaccino. Un 13% è convinto che i casi nel mondo siano in calo e il 15% crede di poter distinguere una persona sieropositiva dall’aspetto. Sul test di sieropositività il 18% pensa che si possa fare in farmacia e il 51% crede che dopo una settimana da un rapporto a rischio sia possibile rivelare un eventuale contagio. Sulle modalità di trasmissione il 38% crede che il virus si possa trasmettere con un bacio mentre il 16% è convinto (erroneamente) che la pillola anticoncezionale possa fornire una qualche protezione. Tutte credenze errate, nonché pericolose, che fanno capire quanto ancora sia alto il tasso di disinformazione. Per il vicepresidente dell’Anlaids Lazio, Vincenzo Vullo «le campagne di massa ancora non incidono bene sulle nuove generazioni».
Nonostante irrealistici inviti all’astinenza che vengono da alcune parti (la gerarchia vaticana, il presidente americano Bush…) l’uso del profilattico rimane uno dei mezzi più efficaci per ridurre al massimo il rischio di contagio. Purtroppo i prezzi in Italia sono tra i più alti d’Europa. Su questo il parlamentare dei Ds Franco Grillini ha recentemente presentato una proposta di legge volta alla riduzione del costo dei profilattici, per la loro distribuzione nelle scuole e per una più diffusa informazione. La stessa proposta è stata depositata a Palazzo Madama dal senatore dei Verdi Gianpaolo Silvestri. Intervistato da L’Unità su questo Grillini ha detto che uno dei problemi è che «non c’è concorrenza nella vendita, e poi l’unica azienda italiana che produceva profilattici (la Hatù-Ico di Bologna) ha smesso 10 anni fa. E dire che per aprire la Hatù-Ico venne chiesto il permesso al vescovo locale. Penso che in Italia servirebbe un’azienda di stato specializzata in questo settore. Lo Stato spende fino a 700 euro al mese per curare un malato di Aids. Un preservativo alla produzione costa solo 10 centesimi. (…) Quando era ministro della Salute Sirchia, che propagandava l’astinenza sessuale, ho agitato in aula un profilattico. La seduta di quel giorno era presieduta da Mastella che ha minacciato di espellermi dall’aula. Il preservativo è visto come scandaloso, eppure è un presidio sanitario. Se avessi sventolato un’aspirina nessuno avrebbe voluto cacciarmi dall’aula.» Anche il ministro Giovanna Melandri su questo ha detto che «La riduzione del prezzo dei profilattici è uno strumento determinante per la prevenzione dell’Aids e delle malattie a trasmissione sessuale soprattutto tra i più giovani. Molti Paesi in Europa si sono già mossi ed è ora che anche l’Italia agisca».
Aspettando e sperando che la politica si muova in modo adeguato la LILA, Lega Italiana per la Lotta contro l’Aids, ha lanciato Ben venuto un progetto culturale di comunicazione e di prevenzione che prevede la vendita di profilattici, a prezzi ridotti di oltre la metà di quelli presenti sul mercato (€ 2.50 per una confezione di 6 condom) principalmente in canali non tradizionali e più vicini ai luoghi di utilizzo e di aggregazione. Il progetto si rivolge ai gestori di esercizi commerciali che, sensibili al tema della lotta alle malattie sessualmente trasmissibili, desiderino essere attori protagonisti ed agire in maniera concreta la propria responsabilità sociale. Si tratta di un’operazione che oltre a garantire un sostegno economico (parte della vendita viene devoluta all’associazione) è coerente con le finalità dell’organizzazione stessa. Mediante la cessione del proprio logo, la LILA ha accolto la proposta in quanto ritiene molto importante attivarsi per colmare un grave gap culturale italiano. In altri Paesi europei, infatti, la distribuzione di profilattici in contesti non tradizionali (bar, pub e discoteche ma senza escludere altri possibili canali distributivi) è una realtà già consolidata ed esiste la consapevolezza da parte dei gestori degli esercizi commerciali di fornire un utile servizio e, soprattutto, di esercitare un ruolo attivo e considerato fondamentale ai fini della prevenzione e della tutela della salute.
Oggi è la Giornata mondiale della lotta contro l’Aids e in questa occasione la LILA si è voluta congratulare con il ministro Turco, esprimendo la propria soddisfazione per la recente nomina dei membri della Commissione Nazionale Aids, ufficializzata durante la celebrazione. Finalmente la scelta dei partecipanti è stata adeguata alla nuova situazione italiana, con una presenza allargata alle persone sieropositive e a figure professionali che rispondono ai molteplici campi che coinvolgono la problematica Aids. La LILA oggi è presente con un intervento del presidente Filippo Manassero alla celebrazione della Giornata mondiale contro l’Aids organizzata a Roma dal Ministero della Salute e alla presenza del Capo dello Stato Giorgio Napolitano. (Roberto Taddeucci)

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