250 mila al Gay Pride di Roma

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Migliaia di donne e uomini di ogni orientamento sessuale hanno sfilato al corteo della capitale. Roma è stata invasa anche da moltissimi bambini. Più sobrietà rispetto agli anni...

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Il corteo – 20 carri e 250 mila persone, secondo il circolo Mario Mieli, sono arrivate da tutta Italia per questo pride della Capitale che ogni anno raggiunge una partecipazione sempre più grande. Il primo carro, che era proprio quello del Mieli, addobbato con lo slogan "Liberi tutti, libere tutte", ha dato il via alla manifestazione alle 17 da piazza della Repubblica, con più di un’ora di ritardo. (Vai alla galleria di immagini)

Per Gay.it ha seguito l’evento Flavio Mazzini: «Ho parlato con molte persone che non erano mai venute ad un Gay Pride, segno che qualcosa si è mosso nel paese. Allo stesso tempo, ai bordi delle strade si notavano alcune facce perleplesse, segno questo che il paese è invece diviso sui temi dei diritti gay.» Molte, moltissime le coppie, ma soprattutto ha colpito il grande senso di sobrietà. «Qualche transessuale ha sfilato in topless e un paio di persone hanno inscenato una Madonna e un Cristo. Sono sicuro che saranno ripresi da tutta la stampa, ma oltre a questi episodi non c’è stato nulla che potesse urtare la sensibilità di chi ci guardava»

La politica – Il mondo politico ha partecipato in maniera un po’ defilata. Unica deputata presente la democratica Paola Concia che ha dichiarato: «È

importante che quando le cose non arrivano dall’alto vengano comunque dal basso». Insieme a lei anche alcuni collaboratori del sito del Partito Democratico: «In campagna elettorale abbiamo spinto perché dal PD uscisse la Binetti e entrasse Ivan Scalfarotto. Non potevamo non essere qua.» Presente anche il leader di Rifondazione Comunista Paolo Ferrero insieme al nuovo gruppo lgbt del suo partito "Corpo libero". Affianco a Ferrero c’era Vladimir Luxuria che ha dichiarato: «Dal ’94 ad oggi la nostra presenza ai Gay Pride è cresciuta tantissimo. Da allora ad oggi l’unica cosa che è cambiata è questa, perché per il resto, le nostre rivendicazioni e la forza che mettiamo per queste sono sempre le stesse. E quando c’è una forza tale – ha concluso Luxuria – è solo questione di tempo». «I fischi e gli slogan hanno colpito duramente la ministra per le Pari Opportunità Mara Carfagna, molto più che il papa. Anzi, Benedetto XVI è stato addirittura snobbato da molti carri e striscioni», dice Flavio Mazzini. «Nemmeno il gruppo "No Vat" e quello degli "Atei e agnostici razionalisti" ha spinto la polemica sulle posizioni del Pontefice.»

Le associazioni – Una trentina i gruppi associativi presenti, più dello scorso anno. Accanto alle associazioni organizzatrici come il Mario Mieli e Arcigay

erano presenti anche il movimento omosesessuale sardo, il gruppo ursino, il Gruppo Pesce, i genitori omosessuali di Famiglie Arcobaleno e i padri e le madri con figli gay di Agedo. Quando vengono da noi all’Agedo – ci dicono – è solo il primo passo di un percorso che i alcuni casi sarà lungo, in altri può essere brevissimo». Il gruppo cattolico di Nuova Proposta spiega che «la Chiesa siamo noi, il rapporto col Vaticano è un’altra cosa. È importante, però, che alcune parrocchie ci abbiano spalancato le porte per dialogare coi loro fedeli». Il gruppo radicale di Certi Diritti è arrivato con una macchina addobbata di bianco e a bordo due novelli sposi.

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Le persone – Ma i protagonisti di ogni Gay Pride sono come sempre le persone comuni. Molte le presenze toccanti, come la ragazza col fratello su una

carrozzina, colpito duramente da una grave malattia: «Lui non capisce ma si diverte» ha detto la sorella « e volevo che fosse qua perché la vostra allegria contagiasse anche lui». Un’altra ragazza, incinta all’ottavo mese, ha voluto che il proprio figlio partecipasse al corteo già dalla vita intrauterina: «Ho avuto delle esperienze lesbiche e volevo essere presente col bambino che ancora non è nato.» Moltissimi i bambini portati da genitori gay o etero. Una famiglia particolare con una mamma, sua figlia e un’altra figlia adottata spiega che «loro si divertono, vogliono fare un sacco di foto con le trans». Altre mamme spiegano che «questo Gay Pride, non deve essere un tabù per i bambini e farli partecipare a queste età li educa al rispetto per le diversità». «Questa è l’unica manifestazione dove la gente non è incazzata», ci dice un’altra mamma. (Vai alla galleria di immagini)

Grande Partecipazione, quindi, e sobria. La città è già ritornata alla normalità e il traffico regolare, segno che le paure per un caos cittadino erano solo pretestuose. «Per i prossimi due anni Roma sarà la città in cui terremo tutte le nostre manifestazioni», annuncia Aurelio Mancuso, presidente di Arcigay. Lo sguardo è rivolto al 2011, quando nella Capitale sfilerà l’Europride.

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