4 Novembre: non solo Obama

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150 quesiti referendari disseminati in 63 stati. Dalla famigerata Prop. 8 contro i matrimoni gay in California, alle adozioni in Arkansas, dai diritti civili in Colorado all'aborto in...

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Domani sarà un vero e proprio Election Day, negli States, per essere precisi un Vote Day. Oltre all’attesissima e combattutissima elezione del presidente per la quale concorrono, come ormai tutti sanno, il democratico Barack Obama contro il repubblicano John McCain, in molti stati si voterà anche per un numero davvero incredibile di referendum. Si parla di 150 quesiti referendari disseminati per tutti gli Stati Uniti d’America. Certo il più conosciuto è quello sull’ormai famigerata ‘Proposition 8’ ovvero la legge che vuole vietare i matrimoni gay. Tanto è incerto il risultato, nonostante la mobilitazione di attori famosi(Brad Pitt), registi (Steven Spielberg) e grossisime aziende californiane (Apple e Google), che in questi giorni i municipi delle principali città della california sono stati presi d’assalto da coppie di gay che hanno voluto cogliere l’occasione per coronare il loro sogno d’amore, prima che sia troppo tardi.

I conservatori, organizzatori del referendum e maggiori oppositori del matrimonio tra omosessuali, hanno investito circa 30 milioni di dollari nella campagna referendaria pur di avere qualche chances in più di vedere introdotto nella costituzione il principio per cui il matrimonio è solo quello tra uomo e donna. I sondaggi, il tormentone delle ultime settimane, danno risultati incerti, perché se è vero che Obama resta in netto vantaggio su McCain e che la California è storicamente uno stato saldamente democratico, c’è un precedente pericoloso: nel 2000 il 61% degli elettori si epsresse a favore dell’intriduzione della definizione di matrimonio come unione tra un uomo e una donna, concetto poi ribaltato dalla Corte Suprema che ha ufficialmente legalizzato le nozze gay. Secondo alcuni sondaggi, però, il 52% degli elettori, questa volta, sarebbe favorevole a votare ‘no’, ovvero contro la Proposition 8.

E saranno sempre i californiani a doversi esprimere sulla legalizzazione della prostituzione, provvedimento che se fosse approvato rappresenterebbe il primo esempio di questo genere nella storia degli USA.

In Arkansas, invece, gli elettori sono chiamati ad esprimersi in merito alle adozioni. La richiesta, infatti è che venga cambiata l’attuale legislazione che permette l’adozione anche a coppie non sposate.

In Colorado il tema sono i diritti civili e le discriminazioni. Gli elettori di questo stato dovranno esrpimersi su un quesito referendario che recita: "Lo Stato non discrimina ovvero favorisce nessuna comunità o individuo sulla base di razza, genere, colore, etnia o origine nazionale nell’impiego, nella contrattazione e nell’istruzione pubblici". Referendum simile si svolgerà anche in Nebraska.

Nel Sud Dakota si deciderà se introdurre o meno una legge che limiti le possibilità di scegliere l’aborto solo ai casi di stupro, incesto o gravidanza a rischio per la vita della madre. E anche qui, si potrebbe parlare di diritti civili.

E poi ci sono referendum sui diritti degli animali negli allevamenti, sul Welfare, sull’ambiente e gli incentivi ai veicoli che si alimentano grazie ad energie alternative.

In totale, sono 63 gli stati del Nordamerica nei quali, oltre a scegliere il nuovo inquilino della Casa Bianca, gli elettori potranno votare a favore o contro ben 150 quesiti referendari.

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