A CAMPOBASSO È L’ORA DEI GAY

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Sabato il capoluogo del Molise, regione priva di luoghi di incontro e di associazionismo omosessuale, ha affrontato il tema dell'orientamento sessuale. E il Sindaco ha promesso: continueremo.

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CAMPOBASSO – È stata la prima volta di Campobasso. Sabato 19 febbraio il capoluogo del Molise, regione priva di luoghi di incontro e di associazionismo omosessuale, ha affrontato il tema dell’orientamento sessuale. Lo ha fatto con tutti i crismi dell’ufficialità, in un’assemblea cittadina patrocinata dal Comune di Campobasso, alla presenza del Sindaco e degli organi di informazione della regione.
Tema dell’incontro, svolto nell’affollatissima sala Alphaville, era “Orientamento sessuale come libertà e diritto; omosessualità, bisessualità, transessualità e prevenzione del disagio giovanile“.
La serata è stata introdotta da Marilena Natilli, presidente dell’associazione Azione 21, organizzatrice dell’appuntamento insieme all’Unione degli Studenti, che ha ribadito gli intenti dell’iniziativa: stimolare un percorso di crescita sociale capace di contrastare gli effetti nefasti di un cultura permeata da valori conservatori.

Quattro i relatori che hanno dato il via al dibattito: Sergio Lo Giudice, presidente nazionale di Arcigay, e Rossana Praitano, presidente del Circolo Mario Mieli di Roma e originaria di Campobasso, hanno tracciato il quadro della situazione delle persone glbt in Italia e indicato alcuni interventi possibili. Davide Barba, preside del corso di laurea in Scienze Sociali dell’Università del Molise si è soffermato sul quadro normativo ed ha annunciato la nascita di un osservatorio sull’omosessualità presso l’ateneo. Gianpaolo Silvestri, responsabile Diritti Civili del Verdi, ha inquadrato la questione nella più generale tematica dei diritti umani e del rapporto fra uguaglianza normativa e differenza individuali.
Numerosi gli interventi del pubblico. Fra questi, Marino D’Andrea, presidente del circolo Jonathan di Pescara, ha illustrato la situazione nella sua città, dove il circolo ha incontrato enormi difficoltà ad essere considerato un interlocutore dell’amministrazione di centrosinistra. Michele Roccia ha raccontato il suo percorso di giovane gay molisano approdato al Cassero di Bologna, dov’è stato coordinatore delle politiche sulla salute, e rientrato dopo dieci anni in una Campobasso rimasta uguale a se stessa.
Infine, l’atteso intervento del sindaco della città, Giuseppe Di Fabio, rimasto in sala ad ascoltare l’intero dibattito. Di Fabio (Margherita) ha assicurato l’appoggio dell’amministrazione per attivare processi di condivisione che modifichino il clima culturale di pregiudizio e indifferenza. I primi passi saranno quelli annunciati da Michele De Santis, il giovane e dinamico Assessore ai servizi sociali e alle politiche giovanili che aveva fortemente voluto l’incontro: l’istituzione di una linea di telefono amico glbt e l’attivazione di un corso di formazione per insegnanti. I soldi – ha rivelato al Sindaco – sono già in bilancio. Non resta che partire.

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