A PROPOSITO DI PREGIUDIZI

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Novara, la Commissione pari opportunità della provincia prende le distanze dal loro membro Elisa Guaglio che aveva dipinto l'omosessualità come una malattia. "Lavoriamo per garantire diritti a tutti"

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NOVARA – Dopo le affermazioni di Elisa Guaglio, membro della Commissione Pari Opportunità della provincia di Novara, (clicca qui) si è aperto un dibattito all’interno della stessa Commissione e sulla stampa locale. Risultato: la Commissione prende le distanze dalle affermazioni della Guaglio secondo la quale l’omosessualità è una malattia e di diritti non si può dunque parlare. Ecco la lettera che alcune componenti della commissione hanno inviato alla stampa, e a gay.it.

Grazie per i vostri articoli sul tema dell’omosessualità, sono un’ulteriore occasione per una collettività per pensare, per conoscere.

L’amica Elisa Guaglio ha espresso in diversa sede punti di vista sull’omosessualità che altre di noi all’interno della Commissione Pari Opportunità della Provincia di Novara non condividono, ma che non negano possano esistere.

Il lettore che vi ha scritto ben ha fatto citando la posizione dell’OMS che è agenzia dell’ONU, grande comunità internazionale alla quale anche l’Italia appartiene. Non solo l’OMS ha tolto l’omosessualità dall’elenco ufficiale delle malattie, ma ne ha dato una inequivocabile definizione "variabile naturale dell’identità e dell’orientamento sessuale".

Pertanto ogni altra affermazione è una distorsione cognitiva ed emotiva che sarebbe indispensabile saper riconoscere, affinché non si stabilizzi come atteggiamento di fondo che proietta sul diverso da me le mie emozioni peggiori e che comunque impedisce di conoscere e apprezzare le differenti dimensioni dell’esistenza umana.

E’vero che all’interno della nostra cultura questo può risultare complesso da accogliere perché i pregiudizi sono connessi alla "situazione" cioè al periodo e al luogo in cui si è nati/e, all’educazione ricevuta, ai valori che sono stati trasmessi dall’ambiente, dalla cultura di appartenenza In fondo l’esperienza umana non si dà se non in un contesto che la definisce, la influenza,la limita e nello stesso tempo rende possibile l’apertura all’esperienza, alla condivisione del processo di costruzione di significati, alla diversità delle interpretazioni, alla compresenza di punti di vista "altri" tutti, come il nostro, parziali e relativi.

La mente umana in contatto con realtà diverse, nuove e complesse ha prima di tutto l’esigenza di mantenere costante il proprio sistema di valori per potersi riconoscere. E’come dire che dobbiamo imparare a riconoscere il nostro pregiudizio, non fermandoci lì pena una visione della realtà limitata, rigida, escludente e che non comprende la reciprocità.

La Commissione Pari Opportunità è nata proprio sulla base e con la consapevolezza di questi valori, cosciente che si tratti di un percorso culturale e sociale. Se avessimo già raggiunto questi obiettivi non ci sarebbe bisogno di questi organismi che, voglio rassicurare il lettore, anche se non sempre in modo non amplificato dai media, lavorano perché tutti e tutte per le loro differenze d’identità sessuale, religiosa, culturale, …abbiano riconosciuti diritti e doveri nella comunità umana e pari opportunità di esercitarli.

Grazie per l’attenzione

Tonie Settembri Unione Donne Italiane
Silvana Ferrara Consigliera di parità
Giovanna Salmoirago Coordinamento Donne CGIL
…e tante altre donne

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