Adinolfi lancia “La Croce”, il quotidiano contro i diritti gay

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Sarà in edicola dal prossimo gennaio: "Dobbiamo andare in battaglia contro i regressisti".

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Si chiamerà “La Croce” ed avrà l’unico scopo di contrastare e battaglie per il matrimonio egualitario e le adozioni per le persone lgbt. E’ il quotidiano che Mario Adinolfi ha annunciato dalle pagine del suo blog e che sarà in edicola dal 13 gennaio 2015, figlio diretto dell’esperienza dei circoli “Voglio la Mamma” fondati dall’ex parlamentare del Pd.

Uno strumento, spiega Adinolfi “per dire a quelli come Roberto Saviano (che si era espresso a favore delle coppie gay e dell’omogenitorialità, ndr) che ci dipingono come “retrogradi” e “bigotti” e “barbari”, che la regressione è la loro perché vogliono portarci a duemila anni fa, quando un uomo morto sulla Croce spiegò al mondo che le persone non sono cose, non si potevano vendere e comprare, usare e fare schiave e poi eliminare, ma ognuno è un miracolo e come tale va trattato, forse ha davvero senso. Dotarci di strumenti per andare in battaglia contro questi regressisti serve a dire che non ci arrendiamo”.

E l’intervista che ieri Giovanni Floris alla prima puntata del suo nuovo talk show, “diMartedì” in onda su La7, ha fatto a monsignor Galantino, segretario della Cei, ha fatto da spunto perché Adinolfi potesse ancora una volta attaccare le battaglie per i diritti civili, lanciando il suo nuovo quotidiano.

“Se due si vogliono bene non c’è niente di male, se vivono insieme non c’è niente di male – scrive l’ex parlamentare -. Ma il matrimonio è l’unione di un uomo e di una donna, non va confuso con altro genere di legame. Solo dall’unione di un uomo e di una donna nascono figli, questa è una verità incancellabile dettata dall’esperienza di ciascuno di noi. Due persone dello stesso sesso non possono avere figli, è un limite di natura invalicabile. Possono comprarseli, questo sì, con meccanismi che negano diritti ai bambini che vanno dalla fecondazione eterologa all’oscenità dell’utero in affitto. Ma le persone non sono cose e i figli non si pagano. Non è progresso riportare l’umanità a duemila anni fa, quando un uomo in croce spiegò che ogni persona ha dentro la dignità di Dio, è libera e non può essere comprata, venduta, uccisa, eliminata perché “deteriorata”. Quella rivoluzione progressista che spazzò via la schiavitù si chiama cristianesimo e l’Occidente su quella rivoluzione è fondato. Con parole semplici anche Floris avrebbe capito”.

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