Adozione gay, Iardino: “Chiederò anch’io l’adozione di mia figlia”

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Stepchild adoption grazie al tribunale? Sempre più coppie tentano la via giudiziaria.

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Dopo la sentenza del Tribunale per i Minori di Roma che ha dato vita al primo caso di stepchild adoption, si è aperto uno spiraglio per le coppie dello stesso sesso con figli affinché entrambi i (o le) partner vengano riconosciuti come genitori.

Tra questi c’è anche la consigliera del comune di Milano Maria Rosaria Iardino (Pd), attivista di lunga data per i diritti lgbt, delle persone sieropositive e delle donne, la quale ha annunciato che chiederà al Tribunale per i Minorenni di Milano l’adozione di Anita, figlia della sua compagna Chiara.

“Chiedo che la maggioranza del mio partito – ha affermato la Iardino – prenda pubblicamente le distanze da una posizione preistorica, quella espressa da Beppe Fioroni, che in un’intervista ha ribadito la sua contrarietà alle adozioni in coppie omosessuali”.

La Iardino, che domani annuncerà ufficialmente la sua decisione sul palco della Festa dell’Unità di Bologna, è solo una delle tante coppie omosessuali pronte ad intraprendere vie legali per veder riconosciuti i diritti dei propri figli non ancora riconosciuti dallo Stato Italiano.

Tra i volti conosciuti c’è anche quello del senatore Sergio Lo Giudice che, nelle pagine di Repubblica Bologna, ha annunciato che farà ricorso per ottenere l’adozione del figlio nato attraverso maternità surrogata: “D’ora in poi i tribunali faranno fatica ad ignorare le motivazioni della sentenza di Roma. Sono migliaia in Italia le famiglie che potranno finalmente fare la stessa cosa”.

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