Aggredisce la sorella trans: “Giuro sul Duce, ti ammazzo”

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Un uomo è accusato di ingiuri e minacce per avere più volte aggredito la sorella transessuale ed averla minacciata di morte: "Ricordati di Hitler". Contro di lui diversi...

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Come purtroppo accade spesso, il suo peggior nemico viveva sotto il sui stesso tetto. “Lo giuro sul Duce, ti ammazzo. Brutto frocio comunista, ricordati di Hitler”. Così un uomo ha urlato alla sorella transessuale davanti alla madre e ad altri testimoni. Solo l’ultima di una serie di vessazioni, insulti e aggressioni alla fine delle quali lei, 50 anni, ha deciso di dire basta e di denunciarlo. Contro il fratello hanno testimoniato tutti, compresa la madre e il processo per ingiurie e minacce, in mancanza di uno specifico reato di omo-transfobia, inizierà domani a Roma. Ad assistere la donna, come ormai è in maniera definitiva anche per lo Stato dopo l’intervento per la riassegnazione del genere, l’avvocato romano Daniele Stoppello.

La vicenda, come riporta l’Huffington Post, non risale a molti anni fa. Era il 2005 quando F.E.B ha iniziato il suo percorso di transizione. “A partire da quel momento – ricorda – mio fratello mi ha costretta a subire continui soprusi, contrassegnati da atteggiamenti di disprezzo, dileggio ed aggressività verbale e tutto questo per la mia decisione di adeguare i miei gusti sessuali”.

Qualche anno dopo, nel 2011, il fratello tenta di aggredirla con un coltello in ospedale, davanti al letto della madre malata. Lo ferma un amico di lui che evita il peggio permettendo alla donna di scappare. A quel tempo, F.E.B. era già andata via di casa dopo che, proprio tra le mura domestiche, il fratello l’aveva insultata e minacciata con quel “ricordati di Hitler” . Ma la goccia che ha fatto traboccare il vaso è stata l’ennesima aggressione, ancora in ospedale davanti alla madre malata e ad altri testimoni, quando il fratello le urla contro “Lo giuro sul Duce, ti ammazzo, ho detto che ti ammazzo, lo giuro”.

I presenti hanno tutti accettato di testimoniare contro l’uomo che, adesso, dovrà rispondere ingiurie e minacce.

La linea difensiva scelta dall’avvocato dell’uomo, Armando Macrillò, nega qualsiasi “pregiudizio”. “Si è trattato – spiega il legale – di liti intervenute in un momento complicato per la famiglia (segnato dalla morte della madre e del fratello), legate anche alla divisione dei beni”.

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