Aggressione di Bologna: non si tratta di omofobia

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Chiariti i motivi che hanno scatenato la rabbia dei quattro napoletani fuori dai Giardini Margherita, a Bologna. La scintilla per una sigaretta e l'offesa partita da un amico:...

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Non si tratta di omofobia. Il caso di Romeo, il ragazzo che sarebbe stato aggredito fuori dai Giardini Margherita di Bologna lo scorso sabato, è nato per tutt’altri motivi. Tutto è nato per il rifiuto di una sigaretta chiesta dai quattro napoletani che comunque erano particolarmente molesti per il visibile stato di ebrezza, ha raccontato un’amica della vittima.

A spiegare ulteriormente i dettagli ci pensa un amico di Romeo sul Resto del Carlino. «Verso le 4 stavo per uscire dal locale. Non ero in condizioni molto apprezzabili, ero senza maglia, avevo ballato ed ero giù di morale, per problemi miei. Insomma, non ero molto bello da vedere. Mentre ero alla cassa è passato uno di questi soggetti (i quattro napoletani; ndr) e i nostri sguardi si sono sfiorati. Mi ha fatto una faccia strana, tipo grugno. Una smorfia di disgusto nei miei confronti. Per questo gli ho detto quella parola». Terrone, appunto. Ma una volta andato via dal locale se la sono presa con l’unico del gruppo rimasto, Romeo, appunto. «E comunque in questa storia, come ho detto, l’omofobia non c’entra. Loro l’hanno picchiato perché era mio amico e io non c’ero, non perché è gay. Tutto il can can di questi giorni è assurdo. Sono andato spontaneamente alla polizia proprio per spiegare come sono andate le cose».

Il ragazzo, che vuole rimanere nell’anonimato, si pente per aver usato quella parola: «So cosa si dirà adesso. Sono leghista e ho detto terrone’. So già che polverone si alzerà. Tutti mi accuseranno. Accidenti a me, avrei dovuto dirgli vaffa…’». La polizia ha confermato che la molla dell’episodio è stata un litigio fra quattro ragazzi ubriachi e un altro cliente della discoteca. I quattro se la sono presa con Romeo infuriati per non avere trovato l’altra persona.

Massimo Gagliardi, vicedirettore de Il Resto del Carlino, ha pubblicato un editoriale sul numero di oggi del quotidiano dal titolo "Peggio gay di m… o terrone?": «La verità – scrive Gagliardi – è che la "vittima dell’omofobia" stavolta non c’è e i leader gay hanno reso un pessimo servizio al loro movimento. Lasciano infatti il forte dubbio che operazioni come queste siano classificabili come pura tecnica di disinformazione. E infine, quale offesa è più grave: gay di m… o terrone?»

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