Aggressione omofoba a giornalista di Repubblica. Il racconto

di

Era assieme al compagno in una spiaggia spagnola. La folla fa allontanare l'omofobo.

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“Ed eccoci qui sopravvissuti a una mini aggressione xeno-omo – o semplicemente fobica. A Minorca, gioiello delle Baleari, orgoglio accogliente di una Spagna che qui cerca di dimenticare l’atmosfera deprimente della crisi, c’è tempo per l’odio.”

Comincia così il racconto di Federico Bitti, giornalista di Repubblica, che ha voluto condividere la disavventura che ha coinvolto lui e il suo compagno.

Quella che state per leggere è una storia a lieto fine che però vi lascerà l’amaro in bocca.

“Chissà forse perché nudi – in una spiaggia naturista – forse perché autoctoni solo a metà o forse perché colpevoli di essere due uomini chiaramente felici della reciproca compagnia. Ma eccolo lì un bestione a minacciarci con il bastone di un ombrellone, gridando il suo disgusto, a cercare una provocazione per darci addosso. L’amico cerca di calmarlo, e si scusa con uno sguardo, la moglie (dell’amico), vergognandosi, come una ladra lascia la spiaggia e poco dopo la segue il resto della famiglia. Lui resta e due belle signore si scagliano in nostra difesa gridandogli “sin verguenza” (sei senza vergogna). Noi rispondiamo, fermi – paralizzati più dall’incredulità che dalla paura – ma senza cedere alla provocazione. Lasciato solo dalla famiglia (resta l’amico a calmarlo ancora “ya está, ya está) e accerchiato dalla disapprovazione di tutti alla fine, pur borbottando “a me nessuno mi caccia da qui”, se ne va. In quel momento tutta la spiaggia applaude in nostro sostegno, tutti felici che quel grumo di intolleranza insensata lasci uno spazio condiviso serenamente fino a quel momento. Non mi era mai successo e, nonostante anni a denunciare, manifestare, richiamare l’attenzione sui soliti temi a suon di “che palle ‘sti froci”, mi scopro a rimuginare ancora una volta che la violenza ferisce ma la violenza discriminante avvelena perché semina il dubbio di sentirsi sbagliati e lascia una rabbia brutta, la rabbia di un cazzotto che avrei voluto dare ma che ora sento di aver preso nello stomaco. E non posso fare a meno di pensare a chi non ha le risorse per capire, farsi capire o difendersi dentro e fuori. A chi quella spiaggia che si alza in piedi e applaude non l’ha avuta mai o non ce l’avrà mai.”

E se fosse accaduto in Italia? Come dicevamo, l’amaro in bocca.

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