Agguato al Gay Village, colpi d’arma da fuoco sul retro: “Non sappiamo chi è”

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Parla Imma Battaglia: "Dov'è la politica? Dov'è il governo? Dov'è il presidente del Municipio? Bisogna agire ora".

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Terrore nella notte tra sabato e domenica al Gay Village di Roma: come hanno riportato numerosi quotidiani intorno alle 5 un uomo, vestito di nero e con un casco scuro, ha sparato due colpi di arma da fuoco fuori dall’uscita del retro del locale. La sicurezza interna, disarmata, lo ha inseguito, ma l’uomo è riuscito a dileguarsi su uno scooter, perdendo la pistola.  Il fatto è avvenuto quando il locale stava ormai per chiudere e si era già quasi svuotato: nessun ferito per fortuna, ma molta paura. La polizia sta indagando sui fatti: la pista, per ora, sembra essere quella di una “spedizione” conseguente ad una rissa sedata poco prima all’interno del locale tra due gruppi di ragazzi, che erano stati allontanati dal locale.

Abbiamo contattato per approfondire la vicenda Imma Battaglia, nota attivista leader nel movimento LGBT, che è ancora molto scossa da quello che è successo: “Presumiamo sia per la rissa, ma in realtà non sappiamo nulla, non possiamo essere sicuri della matrice dell’agguato perché per ora camminiamo nel buio“. La questione solleva un problema ben più grande, quello del degrado di quella zona dell’Eur, lasciata allo sbaraglio dalle amministrazioni: “Qui ci sono ben 5 manifestazioni che fanno spostare migliaia di persone ogni sera: non c’è nessuno, accadono le cose peggiori ogni volta. C’è il commissariato di zona, sono bravissimi ma non basta, sono pochi e le forze non sono sufficienti“, ribadisce Battaglia. “Il Gay Village spende in sicurezza come forse nessun locale, ma non dovrebbe essere nostro compito garantire la sicurezza fuori dalla manifestazione. Invece ci vediamo costretti a fronteggiare questi atti: la sicurezza ha inseguito quella persona senza armi, con un coraggio immane: se qualcuno fosse morto non me lo sarei mai perdonata. Cerchiamo di proporre il meglio e di svolgere una manifestazione che sia oltre che divertimento la massima espressione della cultura, ma questi atti ci mettono in grave difficoltà“.

La zona è troppo spesso teatro di aggressioni, sparatorie, prostituzione minorile, sporcizia (problema che come sappiamo è ben più esteso in tutta la capitale): “Siamo vittime del degrado della città: il problema dei rifiuti ne è il simbolo. Dov’è la politica? Dov’è il governo? Dov’è il presidente del Municipio? Bisogna agire ora“. Questo il comunicato, diffuso dal Gay Village:

La sicurezza del Gay Village è stata costretta a intervenire intorno alle 3 del mattino di sabato per allontanare un gruppo di quattro ragazzi visibilmente alterati. Dopo essere stati invitati a uscire, il gruppo ha opposto resistenza. Una volta accompagnati all’uscita si sono poi allontanati volontariamente dalla struttura. Tuttavia dopo un’ora e mezzo circa a manifestazione ormai chiusa, un uomo a bordo di una moto di grossa cilindrata, ha sparato due colpi di arma da fuoco alla porta carraia. Nessuno è rimasto ferito, le squadre della sicurezza hanno subito allertato le Forze dell’Ordine. In merito al grave episodio avvenuto all’alba di domenica mattina, gli organizzatori lanciano un appello all’amministrazione. Del caso si stanno ora occupando gli agenti del commissariato Eur chiamati dalle squadre di vigilantes che ogni fine settimana sono impiegate nella zona della manifestazione culturale. «Chiediamo alla sindaca Virginia Raggi e al neo presidente del municipio, Dario D’Innocenti maggiore attenzione per quanto sta accadendo nella città di Roma ed in particolare all’Eur», denuncia Imma Battaglia, leader del movimento LGBT in Italia: «In questo momento ci sentiamo soli in un’area altamente a rischio. Siamo preoccupati per i nostri lavoratori perché quanto accaduto ha dimostrato che il problema della sicurezza in città diventa sempre più impellente, il commissariato Eur sta lavorando indefessamente ma sono pochi e senza risorse economiche per pagare gli straordinari, per poter garantire copertura all’esterno, dove noi siamo indifesi. Durante il weekend i vigili urbani sono entrati all’interno per accertare che vi fosse il rispetto della nuova ordinanza anti-alcol e hanno potuto verificare che tutte le nostre sono a norma, ma poi non tutelano il territorio pieno di ogni tipo di abuso e delinquenza. Chiediamo urgentemente un tavolo di coordinamento per tutelare tutte le manifestazioni, che nell’area si sforzano di creare lavoro e allegria, in una città profondamente ferita, abbandonata e depressa. Chiediamo maggiore presenza e controlli delle forze dell’ordine nella zona esterna.

Bisogna tenere duro: ci auguriamo che le amministrazioni competenti del municipio di Roma colgano questo appello. Forza ragazzi!

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