‘AGIRÒ CONTRO LA DISCRIMINAZIONE’

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Intervista a Piero Marrazzo, candidato del centrosinistra alla presidenza della Regione Lazio, contro Storace. Impegno per l'uguaglianza. Ma mancano le risposte su coppie e adozioni.

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ROMA – Tra due giorni si va a rinnovare consigli regionali e presidenze. E’ stata una campagna elettorale colma di vicende da vis comica, particolarmente nel Lazio, ma anche di dubbi e silenzi. Nell’intervista a Piero Marrazzo, mancano due risposte a domande “troppo delicate e importanti” è stato riferito a chi scrive. L’una riguardava le adozioni gay, l’altra il Pacs, il matrimonio e la richiesta di un giudizio sulle scelte di Zapatero in materia. Speriamo che, in caso di vittoria, Marrazzo sappia rispondere anche a queste domande importanti per la nostra comunità.
Piero, quali realtà hanno segnato questa sua prima campagna elettorale?
In questi cinque mesi ho avuto modo di conoscere da vicino questa regione. Ho passato intere giornate con i cittadini, nei mercati, sui treni con i pendolari, negli ambulatori, davanti ai cancelli delle fabbriche. Ho toccato con mano i tanti problemi con cui tutti i cittadini sono costretti a convivere ogni giorno: file interminabili nelle Asl, liste di attesa di oltre tre mesi per una visita specialistica, strutture sanitarie fatiscenti, difficoltà a spostarsi nelle varie zone del territorio e, in generale, ad arrivare a fine mese.
Un quadro poco allegro per la qualità della vita di anziani e giovani.
I giovani sono coloro che pagano il prezzo più alto perché non possono costruirsi un futuro, accendere un mutuo e, nella migliore delle ipotesi, ottengono contratti di lavoro che coprono un arco temporale di qualche mese. Ci sono poi fabbriche che chiudono, il patrimonio ambientale e artistico che aspetta ancora degna valorizzazione. La Regione Lazio in questi cinque anni è stata gestita da un governo che non ha saputo tenere il passo con le amministrazioni delle regioni italiane più sviluppate e ha provocato una enorme disparità tra Roma e le altre province.
Come pensa di sviluppare i diritti dei cittadini?
Ascoltando le esigenze di tutti, senza chiudermi nelle stanze di un palazzo sulla Cristoforo Colombo, coinvolgendo i veri attori del cambiamento: tutte le istituzioni, le imprese, le forze sociali e il mondo dell’impegno civile. Quello che è mancato finora è una visione di insieme che tenga unite un’idea di solidarietà e di aiuto e una prospettiva di sviluppo che offra ai giovani meno precarietà e più sicurezza nel futuro.
In questa campagna ha parlato di coppie di fatto, minoranze sessuali, diritti che, in un manifesto, cita come un dovere?
Assolutamente sì. La mia priorità è lavorare per la centralità della persona; assumere i diritti civili come elemento fondante della coesione di una comunità territoriale. C’è tutta la mia disponibilità a concertare strumenti e norme che intervengano contro le discriminazioni determinate dall’orientamento sessuale e dall’identità di genere.
Dica alla comunità Glbt laziale perché chiede il loro voto.
Sono sicuro che la nuova politica che intendo rappresentare, possa favorire l’inserimento della condizione Glbt all’interno di progetti più ampi che si rivolgono al mondo delle famiglie, alla realtà delle scuole, alle aggregazioni giovanili, all’universo delle imprese. Ritengo opportuno aumentare la cultura dell’accoglienza e del rispetto delle differenze altrui; istituire azioni contro ogni discriminazione; agire per rompere il silenzio ed analizzare i bisogni della popolazione omosessuale, al fine di garantire, con azioni positive, lo sviluppo della convivenza e della crescita individuale.
Sappiamo di problemi di assistenza e diritto all’accompagnamento che riguarda anche disabili omosessuali.
Il mio programma di governo mira a promuovere una cultura dell’integrazione e dell’assistenza, affinché il disabile sia considerato un cittadino con delle risorse e non solo un individuo da aiutare. Occorre rafforzare la rete dei servizi e degli interventi domiciliari e territoriali; penso all’abbattimento delle barriere architettoniche, all’attivazione di servizi per l’autonomia e la comunicazione dei disabili sensoriali, ed ausili per le persone non udenti e l’accompagnamento dei non vedenti.
Il Mario Mieli chiede una Consulta Regionale sui Diritti che si occupi dei soggetti poveri, come omosessuali e transessuali, donne, sieropositivi. Può dar loro garanzia di impegno?
Noi intendiamo approfondire la ricerca sulla discriminazione degli omosessuali e transessuali attraverso la creazione di uno specifico Osservatorio e l’istituzione di una struttura antidiscriminazione che individui nelle associazioni e nei movimenti omosessuali e transessuali i referenti privilegiati.
Sì impegna, quindi, a tutelare la comunità omosessuale.
Credo sia un dovere morale superare ogni sorta di discriminazione e tutelare la comunità omosessuale. Il mio, l’ho già detto, sarà un governo alla “Mi manda Raitre”, esclusivamente dalla parte dei cittadini. Nessuno escluso.
Si ritiene prestato alla politica o, in futuro, chiederà come Santoro di tornare in Tv?
Non intendo tornare in Tv. Comunque vadano le elezioni resterò in politica. In ogni caso credo che dovrebbe chiedere a Storace cosa farà dopo perché io, dal 5 aprile, farò il presidente della Regione Lazio.

di Mario Cirrito

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