Ahmadinejad: “L’opposizione vuole legittimare i gay”

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Appena rieletto dopo contestatissime elezioni, il presidente iraniano ammette l'esistenza dei gay nel suo Paese pur di screditare l'opposizione che protesta contro i brogli elettorali.

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Come certamente ricorderete, un anno e mezzo fa, ospite della Columbia University, il presidente dell’Iran Ahmadinejad aveva dichiarato che nel suo Paese gli omosessuali non esistono, suscitando non poche polemiche.

La settimana scorsa Ahmadinejad è stato rieletto dopo contestatissime elezioni sulla cui legittimità avanza dubbia non solo l’opposizione iraniana, ma anche la Comunità Internazionale. I simpatizzanti del principale avversario politico di Ahmadinejad, Mousavi, sono scesi in piazza più volte per protestare contro gli evidenti brogli elettoriali, subendo una repressione durissima e violenta che ha provocato morti e feriti.

Il ri-eletto presidente ha commentato le manifestazioni di protesta che ha paragonato i suoi oppositori "alla polvere e alla sporcizia", accusandoli di volere "riconoscere giuridicamente i ladri, i vagabondi e gli omosessuali" che, evidentemente esistono anche in Iran, anche se nessuno a parte Ahmadinejad aveva dubbi in proposito. Ma le proteste non finiscono, nonostante le vittime, e si allargano anche agli iraniani residenti in altri Stati, compresi i gay che intendono denunciare le persecuzioni subite dalle persone lgbt nel loro paese d’origine.

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