Aids: attenzione a virus chimere

di

E' il monito di Mauro Moroni, in occasione della presentazione del rapporto Icona 2003 sul fenomeno Aids in Italia.

CONDIVIDI
Facebook Twitter Google WhatsApp
579 0

ROMA – Attenzione ai virus chimere nati nei soggetti sieropositivi che si infettano con ceppi diversi dell’Hiv, che da qualche anno vengono isolati anche in Italia e di cui non si conoscono comportamento e sensibilita’ ai farmaci. E’ il monito di Mauro Moroni, direttore dell’Istituto di malattie infettive e tropicali presso l’ospedale Luigi Sacco di Milano, in occasione della presentazione del rapporto Icona 2003 sul fenomeno Aids in Italia.
“Nei Paesi occidentali – ha spiegato Moroni – e’ sempre circolato un solo ceppo, quello B, il ceppo europeo e americano. Nel Sud Est asiatico in America Latina e Africa circolano parecchi alti ceppi A, C, Y, D, E ,F. Nelle persone africane che giungono da noi questi ceppi sono stati isolati, soprattutto in Belgio, in Olanda e Francia. Da qualche anno a questa parte li stiamo isolando anche da soggetti caucasici (di razza bianca), soprattutto in Svizzera, Francia, Germania, Paesi Bassi e Italia”.
“I primi isolamenti – continua l’esperto – sono del 1997/1998 circa, attualmente li isoliamo nell’11% dei soggetti caucasici. Da qualche anno isoliamo anche dei ceppi che sono il frutto di ricombinazioni genetiche tra il B e altri ceppi. Si tratta di persone sieropositive che continuano ad avere comportamenti a rischio per cui accumulano all’interno i diversi ceppi che poi tra loro si scambiano del materiale genetico, e vengono fuori delle chimere, degli ibridi”.
“Tutti gli studi – conclude Moroni – sull’efficacia dei farmaci, sulle resistenze e sui recettori sono sempre stati fatti sul ceppo B. Quindi, le caratteristiche di queste chimere sono un punto interrogativo e occorre un’attenta sorveglianza sulla diffusione di questi ceppi e sui loro comportamenti”.

Leggi   Karl Schmid, inviato della ABC fa coming out: 'sono sieropositivo, basta tabù: non abbiate paura'
Tutti gli articoli su:

Commenta l'articolo...