AIDS: BOCCIATO IL MINISTRO

di

Gli esperti criticano duramente l'opuscolo informativo preparato da Sirchia per le scuole superiori. Per Aiuti "contiene messaggi errati", per Moroni è "un passo indietro rispetto alla laicità".

705 0

ROMA – "Contiene messaggi errati con conseguenze negative sui giovani". Così l’immunologo romano Fernando Aiuti, presidente dell’Anlaids, ‘boccia’ le informazioni sulla prevenzione dell’Aids e di altre malattie sessualmente trasmesse, contenute negli opuscoli rivolti agli studenti, realizzati dai ministeri dell’Istruzione e della Salute, presentati ieri dai ministri Sirchia e Moratti. E ne chiede il ritiro. Gli fa eco il professor Mauro Moroni, infettivologo dell’ospedale Sacco di Milano, presidente di Anlaids e membro della Commissione nazionale Aids: "Contenuti di una sconcertante ovvietà, redatti da chi non ha mai visto in faccia un ragazzo o una ragazza che si scoprono sieropositivi". Gli opuscoli saranno distribuiti in 1.300.000 copie nelle scuole italiane.

Aiuti passa in rassegna i messaggi che, a suo giudizio, potrebbero avere conseguenze negative sulla psiche dei giovani e sulla loro sessualità. Fra i tanti ‘sotto accusa’, quello che recita "l’unico modo per proteggerti davvero è non avere rapporti sessuali". "Il messaggio che invita i giovani alla castità – denuncia l’immunologo in una nota – rischia di creare paure nei giovani e una fobia dell’Aids e del sesso".

Altra polemica, quella relativa all’efficacia del preservativo: "il messaggio sulla efficacia protettiva del profilattico – dice Aiuti – viene dato in modo dubitativo, indicando che non è sicuro. Scientificamente è vero, ma bisogna scrivere ai giovani che pur non annullando il rischio, il profilattico lo riduce di 80-90 volte. Quindi se il rischio di trasmissione di un possibile evento di infezione è uno ogni 400 rapporti sessuali senza il profilattico, il rischio diventa di uno ogni migliaia di volte con l’uso del profilattico".

Aiuti continua citando un’altra frase ‘Mamma sono triste’, un titolo che sta per Mst (Malattie Sessualmente Trasmesse). Secondo l’immunologo è "negativo, pessimista, come se già i giovani ne fossero affetti: il mammismo e non il ricorso al medico è il rimedio proposto". L’Anlaids propone che la sigla Mst corrisponda a ‘Mai Senza Te’, intendendo il profilattico. Inoltre, il messaggio di forte collegamento tra droga e Aids spinge di nuovo a considerare l’Hiv come la malattie dei drogati, mentre oggi in Italia il 60% delle infezioni avviene per via sessuale.

Altra citazione: "Attività sessuali con partner sieropositivo". "E’ un errore -dice Aiuti- perchè si crea la certezza che una persona solo quando si dichiara sieropositiva è pericolosa, mentre solo il 30% dei sieropositivi sanno di esserlo". Infine "gravidanza, parto e allattamento" inseriti come comportamenti a rischio nell’opuscolo "ovviamente non lo sono, ma sono solo situazioni cliniche fisiologiche".

A deludere Moroni, invece, è innanzitutto "un problema di sostanza". Il materiale in questione "l’ho appena letto e mi è sembrato uno sconcertante passo indietro rispetto alla laicità che, almeno negli ultimi anni, ha caratterizzato l’informazione sull’Aids". Il contenuto degli opuscoli, infatti, "non tiene conto di come vanno le cose nel mondo, e rivela una preoccupante confusione tra impulsi etici e doveri informativi". In altre parole, ha ripetuto l’esperto, "il governo subisce dei condizionamenti che lo portano a privilegiare dei pistolotti informativi destinati a cadere nel vuoto". Tacendo invece la verità più importante, e cioè che "l’uso corretto di uno strumento igienico-sanitario come il preservativo può abbattere del 90% il rischio di contagio".

Tuttavia, sostanza a parte, "c’è anche un grave problema di forma", ha puntualizzato Moroni. "Esiste una Commissione nazionale Aids – ha ricordato – e al suo interno esiste anche un gruppo di lavoro dedicato alla formazione e all’informazione". Ma "Commissione e gruppo di lavoro sono stati tenuti all’oscuro di questa operazione", ha protestato lo specialista. Che riflette: "Se Sirchia non ha fiducia nella Commissione non si capisce perché la tiene in vita; e se invece ha fiducia non si capisce perché non l’ha consultata". Ma quali saranno i provvedimenti? "Ancora non sappiamo. La Commissione si incontrerà proprio questo sabato – ha riposto Moroni – e allora, tutti insieme, vedremo cosa fare".

Leggi   Hiv, calano i casi in Sardegna nel 2016

Alle polemiche, risponde il ministro Sirchia: "A un ragazzo di 13 anni non si può solo dire che per risolvere il problema Aids basta il preservativo. Dobbiamo anche educarlo alla vita, al rapporto con gli altri. Io a mia figlia non vorrei dire che esiste solo il preservativo".

"Non si è capito e non si è voluto comprendere – ha detto Sirchia – che un conto è fare il medico e un conto è fare il docente. La pedagogia è una scelta che né Aiuti né Moroni né il sottoscritto conosce. Per questo ci siamo affidati a ricercatori-scienziati della comunicazione. Certo il messaggio è banale – ha aggiunto – ma è pur vero che si rivolge a ragazzi di 13 anni. Credo che non abbiano letto il testo dell’opuscolo".

CONTINUA A LEGGERE...

Tutti gli articoli su:

Commenta l'articolo...