AIDS: carceri e più test le priorità per l’Italia

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Riuscire a controllare la diffusione del virus Hiv nelle carceri è una delle priorità per la lotta contro l'Aids in Italia contenute nel documento messo a punto dalla...

BANGKOK – Riuscire a controllare la diffusione del virus Hiv nelle carceri è una delle priorità per la lotta contro l’Aids in Italia contenute nel documento messo a punto dalla Commissione nazionale Aids in seguito alla conferenza di Dublino, che presto sarà presentato alla conferenza Stato-Regioni. Lo ha annunciato oggi a Bangkok Giampiero Carosi, membro della Commissione e direttore della clinica di malattie infettive dell’università di Brescia.
Salvaguardare dall’infezione le donne, fra le quali il virus dell’Aids è sempre più diffuso, è stata indicata come un’altra delle priorità italiane dalla rappresentante del network delle persone sieropositive, Rosaria Iardino, che parallelamente alla Commissione nazionale ha anche promosso progetto “In and out” per la prevenzione nelle carceri. Le donne sieropositive, ha osservato Iardino, sono sempre più numerose. “Alcune – ha aggiunto – sono consapevoli di essere sieropositive ma hanno paura dello stigma, molte altre non lo sono e scoprono di avere l’infezione all’improvviso, fra i 40 e i 50 anni”.
Tre i punti principali contenuti nel documento messo a punto dalla Commissione nazionale Aids: l’accesso al test anti-Hiv allargato a tutta la popolazione, con il coinvolgimento dei medici di base (e quindi la reintroduzione in Italia di campagne di informazione che, ha rilevato Carosi, “nell’ultimo periodo sono state abbastanza evanescenti.

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