Aids e Condilomi, premio Nobel a scopritori

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La fondazione Nobel ha assegnato il prestigioso premio a Luc Montagnier il medico che scoprì il virus HIV e alla collega Barre-Sinoussi. Dovranno dividerlo con Harald zur Hausen....

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La fondazione Nobel che ogni anno assegna l’omonimo riconoscimento ai benefattori dell’umanità ha scelto per la medicina a tre scopritori dei virus responsabili di vere e proprie epidemie come Aids e Papillomavirus. Il più famoso è sicuramente Luc Montagnier, il medico francese che insieme alla collega, anche lei vincitrice, Francoise Barre’-Sinoussi, isolò nel 1982 il virus HIV, responsabile dell’Aids.

Barre’-Sinoussi e Montagnier scoprirono che il virus Hiv riduceva l’efficacia del sistema immunitario in quanto andava a colpire i linfociti, e cioè le sentinelle delle difese attivate dal corpo umano. Per Montagnier si tratta di un grande

riconoscimento che dovrebbe chiudere anni di polemiche sull’effettiva paternità della scoperta, rivednicata anche dal medico americano Robert Gallo. Dalla scoperta dell’HIV sono state possibili ricerche su farmaci sempre meno invasivi per l’organismo e sempre più efficaci.

Il terzo medico ad aver ricevuto il premio è il tedesco Harald zur Hausen scopritore nel 1976 dell’HPV detto anche Papillomavirus. Tale virus (ma in realtà si tratta di una famiglia di virus) è responsabile del tumore alla cervice uterina nelle donne e dello sviluppo dei condilomi. La scoperta ha aperto la strada alla ricerca di un vaccino che, finalmente, nel 2006 è arrivato in commercio.

«Sono molto contento per l’attribuzione del Nobel per la medicina a Luc Montagnier e Francoise Barre’-Sinoussi per la scoperta del virus dell’Hiv. Sono invece, perplesso che il premio non sia stato dato anche a Robert Gallo che ha il merito di aver aperto la strada della ricerca sull’Aids attraverso le sue scoperte sulle famiglie dei retrovirus». È quanto dichiara l’immunologo Ferdinando Aiuti commentando l’assegnazione del prestigioso riconoscimento. «Alla base degli studi di Montagner – ricorda Aiuti – ci sono le ricerche di Gallo e tutte le tecniche da lui messe a punto». L’immunologo

comunque ha detto di essere «felice per Montagnier, che oltre a essere uno scienziato di grande fama, ha pensato in questi anni anche all’aspetto sociale, sanitario e di prevenzione dell’Hiv». Infine, conclude, «sono contento anche perché grazie a questo Nobel si tornerà a parlare di Aids, visto che ultimamente i media non se ne occupavano più molto».

Sia l’HIV che l’HPV colpiscono gli esseri umani in tutte le parti del mondo, ma affliggono soprattutto le popolazioni dei Paesi in via di sviluppo i cui governi raramente possono passare gratuitamente i costosi farmaci in grado di tenere sotto controllo l’epidemia. Si stima che i casi di Aids nel mondo siano piu’ di 33 milioni e che, fra questi, due milioni sono bambini e adolescenti che per il 90% vivono nell’Africa sub-sahariana. Il Papilloma Virus provoca circa mezzo milione di casi di tumore del collo dell’utero e 250.000 morti, l’80% delle quali avvengono nel Sud del mondo. «Se ci saranno i mezzi finanziari necessari a proseguire gli studi – ha dichiarato Montagnier commentando il premio – un vaccino terapeutico potrebbe arrivare presto, con i primi risultati entro tre-quattro anni».

La dotazione finanziaria del premio Nobel per la Medicina è di 10 milioni di corone svedesi (oltre un milione di euro). Metà andrà a Barre’-Sinoussi e Montagnier, mentre l’altra metà andrà a Harald zur Hausen.

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