AIDS: i governi non dimentichino tossicodipendenti

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L' esempio di molti paesi occidentali, compresa l' Italia, ha dimostrato che i programmi di limitazione del danno hanno avuto successo, ha detto il responsabile del gruppo Eatg...

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BANGKOK – Non dimenticare i tossicodipendenti e non escluderli dai programmi per la limitazione del danno basati in primo luogo sulla disponibilità di aghi puliti per evitare la diffusione dell’ aids: sono numerose le organizzazioni internazionali di attivisti che da Bangkok hanno lanciato oggi l’ appello ai governi dei paesi asiatici, dell’ Europa centro-orientale e dell’ ex Unione Sovietica, dove la tossicodipendenza è il primo fattore di rischio nella trasmissione del virus hiv.
L’ esempio di molti paesi occidentali, compresa l’ Italia, ha dimostrato che i programmi di limitazione del danno hanno avuto successo, ha detto il responsabile del gruppo europeo Eatg (Europea Aids Treatment Group), Mauro Guarinieri.
In Asia, ha proseguito, i consumatori di droga per via iniettiva sono 13 milioni e nell’ Europa dell’ est la prima via di trasmissione del virus hiv è lo scambio di aghi infetti.”La strategia di criminalizzare i consumatori di droga non funziona – ha osservato Guarinieri – e in tutti i paesi in cui la risposta al problema è o il carcere o il trattamento obbligatorio la prevalenza del virus hiv è la più alta tra i tossicodipendenti”. Al contrario, i programmi per la limitazione del danno hanno dimostrato di funzionare. “In Italia, ad esempio, negli ultimi 15 anni, la percentuale di diffusione del virus hiv fra i tossicodipendenti si è ridotta dal 75% al 15%”, ha rilevato, giudicando questo un esempio che dimostra come “anche il tossicodipendente attivo può essere trattato”.

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