AIDS: ISS, In Italia 1 sieropositivo su 4 non sa di esserlo

di

Gli etero infettati sono il doppio di quelli gay e bisex. Ma uno su quattro ignora di esserlo. Le donne poi, si "sacrificano" per il partner sieropositivo. Eppure...

909 0

Italiani bocciati sul fronte Hiv. Un sieropositivo su quattro, nel nostro Paese, non sa di esserlo. Mentre aumenta il numero di donne infettate dal partner sieropositivo, nonostante fossero consapevoli che la propria dolce meta’ era alle prese con l’infezione. Questi alcuni dei dati dell’ultimo Rapporto del Centro operativo anti-Aids (Coa) dell’Iss, anticipati oggi a Roma nel corso della conferenza stampa di presentazione della Campagna di comunicazione sociale ‘Hivideo’.

Nel nostro Paese sono stati notificati nel 2008 oltre 1.200 nuovi casi di Aids, con 1.679 diagnosi di Hiv registrate nel 2007 e un tasso di incidenza sulla popolazione pari a 6 casi ogni 100 mila abitanti. Secondo le stime, oggi in Italia vivono 151 mila persone con Hiv/Aids. E dal ’96 al 2008 e’ praticamente triplicata la quota di persone che scoprono molto tardi di essere infette e che nel frattempo costituiscono, a loro stessa insaputa, una possibile fonte di diffusione dell’infezione. Non sorprendono, dunque, le stime del Coa: un quarto delle persone sieropositive non sa di esserlo e piu’ della meta’ delle persone con una nuova diagnosi di Aids ignora la propria sieropositivita’.

Dati allarmanti quelli anticipati oggi nell’incontro capitolino. La dice lunga il fatto che quasi la meta’ delle donne che hanno contratto l’Aids attraverso i rapporti eterosessuali e’ stata contagiata da partner di cui era nota la sieropositivita’. In pratica, si sono esposte al rischio pur sapendo che il proprio compagno era malato, probabilmente sottovalutando le possibilita’ di contagio e le conseguenze sulla salute.

Ed e’ proprio la porzione di donne con Hiv e Aids quella piu’ cresciuta negli anni: se nel 1985 c’era un caso di Hiv femminile ogni 3,5 casi maschili, il rapporto nel 2007 e’ sceso a 2,5. L’HivAids, insomma, ha cambiato volto. Se una volta era la malattia dei tossicodipendenti e, in un certo senso, di chi viveva ai margini della societa’, oggi e’ prevalentemente la malattia di chi ha una vita sessuale attiva e, in special modo, eterosessuale. La proporzione di malati tossicodipendenti e’, infatti, diminuita dal 69% nel 1985 all’8,6% nel 2007, mentre i casi attribuibili a trasmissione sessuale (etero e omosessuale) nello stesso periodo sono passati dal 13,3% al 73,7%, con un particolare aumento di contagio tra eterosessuali, che oggi sono il doppio di quelli tra omo e bisessuali.

Da sottolineare, inoltre, che la quota di stranieri con diagnosi di Hiv e’ salita dall’11% del 1992 al 32% del 2007. Aumenta, infine, l’eta’ media della diagnosi di infezione Hiv, passata da 26 anni per gli uomini e 24 anni per le donne nel 1985 a, rispettivamente, 37 e 33 anni nel 2007.

Leggi   "Il chemsex fa parte della cultura gay": è polemica
Tutti gli articoli su:

Commenta l'articolo...