AIDS: Italia seconda nella UE per nuovi casi

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E nel nostro paese, al contrario di quanto avviene in Europa, i contagi in seguito a rapporti omosessuali sono meno frequenti di quelli avvenuti per rapporti eterosessuali.

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BRUXELLES – L’Italia è seconda nell’Unione europea per numero di nuovi casi di Aids registrati nel 2001, con 1681 casi, dopo la Spagna, che ne ha riportati 2297. E’ quanto emerge dai dati dello studio sull’Aids nell’Ue pubblicato oggi da Eurostat, l’ufficio statistico delle comunità europee.

Lo studio evidenzia comunque che la diffusione della malattia nell’insieme dell’Unione è in calo dell’11% nel 2001 rispetto all’anno precedente, con 8210 nuovi casi rispetto ai 9197 registrati nel 2000. Anche l’Italia rispetta questa tendenza: nel 1990 i nuovi casi registrati nella Penisola erano 3134, per salire progressivamente fino a 5562 nuovi casi nel 1995 e poi scendere costantemente, con 1907 nuovi casi nel 2000 e 1681, appunto, nel 2001.

L’Italia è poi il terzo paese dell’Ue per numero di casi totali accumulati dal 1981, con 49.713 casi, dopo la Spagna (63.067 casi) e la Francia (54.947). Germania e Gran Bretagna seguono con rispettivamente 21.210 e 18.455 casi dal 1981. L’Ue nel suo insieme ha riportato 234.513 casi negli ultimi 20 anni.

Quanto alla percentuale di casi per tipo di trasmissione, in Italia dal 1981 il 59,2 % dei casi sono dovuti allo scambio di siringhe fra tossicodipendenti, il 17,6% alla trasmissione fra eterosessuali e il 15,6% fra omosessuali o bisessuali maschi. Nell’insieme della Ue, i casi dovuti a trasmissione fra tossicodipendenti sono stati il 39,4% sul totale dal 1981, quelli riportati a seguito di un rapporto eterosessuale 17,6%, mentre il 32,6% sono stati contratti da omosessuali o bisessuali maschi.

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