Aids: la Cina fa i conti coi gay

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L'omosessualità è stata depennata dall'elenco delle malattie mentali solo pochi mesi fa, e ora in Cina nasce la necessità di dialogare con la comunità gay per fermare la...

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Dopo aver finalmente depennato, pochi mesi fa, l’omosessualità dall’elenco delle malattie mentali, la Cina compie un ulteriore passo nel riconoscere la realtà gay all’interno del paese. La commissione che si occupa di informare e di educare sull’Aids, ha annunciato che cercherà di comunicare con i gay per porre un freno alla diffusione dell’Hiv.

«Anche se non esistono statistiche sul comportamento omosessuale nel nostro paese, è certo che il numero di omosessuali è allarmante – ha detto il vice-ministro alla sanità Yin Dakui al South China Morning Post – Dobbiamo fare attenzione al diffondersi dell’Aids attraverso la comunità gay del nostro paese e non possiamo essere negligenti nel rafforzare l’educazione nella comunità omosessuale, che è ad alto rischio di trasmissione».

La Cina ospiterà dal 13 al 16 novembre la prima conferenza nazionale sull’Aids, che si svolgerà a Pechino. Ci sono poco più di 28.000 casi registrati di contagio con l’Hiv in Cina, ma dati ufficiali indicano che i sieropositivi in realtà potrebbero essere alemno 600.000.

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