AIDS: NUOVO ALLARME

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Dieci nuovi sieropositivi al giorno in Italia, mentre nel terzo mondo l'epidemia si espande a macchia d'olio. Dalla conferenza di Barcellona, i dati preoccupanti di un'emergenza tutt'altro che...

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BARCELLONA – In Italia, ogni giorno, ci sono dieci nuovi sieropositivi. E per loro, come per i 110.000 italiani che ad oggi vivono con il virus dell’Hiv, non è ancora disponibile una cura definitiva. La guerra contro l’Aids è tutt’altro che finita, anzi: il 2002, e soprattutto la XIV conferenza mondiale sull’Aids apertasi ieri a Barcellona, saranno ricordati come la data in cui l’epidemia Aids è tornata ad essere una emergenza per tutto il globo. I dati presentati all’apertura della conferenza, infatti, non lasciano spazio a nessun ottimismo. Prendiamo l’Italia: si prevede che altre 3.000-3.500 persone si infetteranno entro la fine dell’anno in corso, praticamente lo stesso numero tegistrato l’anno scorso dall’Istituto superiore di sanità. E’ chiaro che l’epidemia non si è affatto arrestata, anzi continua ad espandersi in Italia come negli altri paesi in cui l’infezione si era già molto diffusa e si sperava che si stabilizzasse. E anche da noi, di Aids si continua a morire: 33.000 persone sono già morte dal 1982, anno ufficiale di inizio dell’epidemia.

La conferenza si è aperta ieri, dunque, tra un susseguirsi di cifre preoccupanti, di allarmi lanciati nel vuoto, e di inviti a non mollare la presa sulla prevenzione, ad oggi ancora l’unica arma efficace per contenere l’emergenza. Oltre ai primi interventi eccellenti, tra i quali quello del ministro della salute spagnolo Celia Villalobos (foto), e lo spettacolo teatrale tra i quali quello del gruppo catalano "Los Comediantes" (foto in fondo), l’inaugurazione ha ospitato anche una suggestiva manifestazione in cui tutti i delegati hanno acceso una candela in memoria dei morti per Aids (foto sotto). Non sono mancate le manifestazioni di protesta, da parte di gruppi che chiedono una maggiore diffusione dei farmaci anti-Aids nei paesi del terzo mondo. Tutto in un’atmosfera da allarme globale.

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