Aids: Sedici scimmiette e una speranza

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Un nuovo vaccino genetico sperimentato sulle scimmie dà ottimi risultati. Presto esperimenti sull'uomo.

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Scienziati statunitensi e israeliani hanno sviluppato un vaccino genetico contro l’AIDS che, combinato con una proteina che rafforza il sistema immunologico, ha permesso di controllare l’infezione da HIV fino a livelli quasi impercettibili. I risultati della ricerca, portata a termine usando come cavie 16 scimmie rhesus, sono stati pubblicati oggi dalla rivista Science.

Il lavoro è stato realizzato da più di venti esperti in patologia genetica virale del Centro medico Beth Israel Deaconess e dell’università di Harvard, a Boston, guidati da Dan Barouch e Norman Letvin. La ricerca è stata parzialmente finanziata dagli Istituti nazionali di sanità degli Stati Uniti. Letvin ha chiarito che il vaccino non previene l’infezione negli esseri umani, ma può frenare la progressione della malattia una volta contratta l’infezione.

A otto scimmie è stato inoculato un vaccino sintetizzato che contiene il DNA del virus dell’AIDS. In questo modo è stata rafforzata la risposta immunologica attraverso i linfociti T, che sono cellule killer che identificano e distruggono le cellule che trasportano il virus. I linfociti T sono presenti sia nelle scimmie che negli esseri umani.

Per incrementare la risposta dei linfociti T, ad alcune scimmie è stata applicata, insieme al vaccino, un’iniezione che fonde la proteina interleuchina-2 e una parte della proteina emoglobina G. L’interleuchina-2 è un messaggero chimico che stimola l’attività dei linfociti T. L’emoglobina aiuta a prolungare la vita dell’interleuchina nel sangue.

Lo studio pubblicato da Science ha dimostrato che le scimmie inoculate che avevano anche ricevuto il trattamento di proteine hanno incrementato significativamente il numero di linfociti T. L’importanza di questo rafforzamento immunologico è stata dimostrata quando a tutti gli animali è stata iniettata una combinazione altamente patogena di HIV.

Il vaccino non è stato in grado di evitare l’infezione. Ma 140 giorni più tardi, le scimme che erano state immunizzate insieme all’iniezione di proteine erano clinicamente sane, e il livello del virus nel sangue era quasi impercettibile. Gli animali che hanno ricevuto solo il vaccino hanno avuto una risposta più mite all’infezione, e due di loro si sono ammalati.

Quanto alle otto scimmie che hanno solo ricevuto un placebo, si sono tutte ammalate e la metà ne è morta.

Gli autori dello studio pensano che altre strategie per rafforzare la risposta dei linfociti T, simili alla dosi addizionale di proteina immunologica, potranno incrementare l’efficacia di un vaccino. E sperano che il successo clinico del loro lavoro serva a preparare il terreno per lo sviluppo di un vaccino che possa essere applicato agli esseri umani.

I ricercatori ancora non hanno certezze sulla durata degli effetti positivi del vaccino genetico rafforzato dalle proteine. Barouch, però, suppone che possano essere necessarie varie applicazioni per mantenere un livello alto di risposta immunologica. Per questa ragione, l’equipe prevede di realizzare un altro studio di portata più vasta, per determinare se la riduzione del virus dell’AIDS in queste scimmie sia o no prolungata.

In un articolo complementare pubblicato sempre su Science, Xuefel Shen e Robert Siciliano, della Scuola di medicina dell’università Johns Hopkins, hanno valutato che queste scoperte gettano nuova luce su quello che ragionevolmente ci si può aspettare dai 30 vaccini contro l’AIDS che si stanno sviluppando attualmente. Alcuni di questi vaccini si stanno sperimentando sugli umani.

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Gli scienziati hanno sottolineato che, con il successo di un vaccino simile su esseri umani, si potrebbe diminuire sostanzialmente sia il tasso di trasmissione dell’HIV sia il numero di morti per AIDS in tutto il mondo. Shen e Siciliano sostengono che tutto ciò porterà a una migliore qualità della vita delle persone sieropositive, specialmente nei paesi che hanno scarso accesso alle terapie effettive contro la malattia.

di Nadir notizie

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