Albergatori liguri: non vogliamo gay per il Pride di Genova

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Il presidente di Federalberghi dice che il Gay Pride «non porta turisti ma caos». Per questo invita gay e lesbiche a non frequentare le strutture liguri il prossimo...

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La polemica la scatena l’assessore regionale al Turismo della Regione Liguria, Margherita Bozzano (in foto) che annuncia: «Porteremo volantini per invitare tutti alla manifestazione» dice, «esporremo il materiale del Pride nello stand della Bit» – la Borsa internazionale del turismo di Milano che si apre oggi -.

Il presidente regionale di Federalberghi non ci sta. Americo Pilati (in foto) fa sapere che i gay e le lesbiche che arriveranno nel capoluogo in occasione del Gay Pride nazionale (ne sono attesi 100 mila) non sono i benvenuti, almeno nelle loro strutture: «Abbiamo appreso con sgomento che l’assessore regionale Margherita Bozzano ha deciso di presentare alla Bit, la borsa internazionale del turismo di Milano, anche il gay pride di Genova che durerà un solo giorno, non porterà certamente visitatori ma solo qualche panino e qualche birra venduta più del solito. E in cambio finirà per rovinare l’immagine della Liguria. Proporre come elemento caratterizzante della regione un raduno omosessuale, accanto alle offerte di soggiorno per i bambini e ai pacchetti per le famiglie, è una follia». La sua, spiega, non è un’opionione isolata: «Forse può sembrare che io sia solo un bacchettone. Ma mi sono consultato con tutti i presidenti provinciali della mia associazione e questa è una presa di posizione comune».

«Agli operatori liguri non fa piacere avere turisti omosessuali? Non c’è problema, vorrà dire che troveremo altri posti dove andare, magari su una delle tanti navi da crociera». È con questa parole che Riccardo Gottardi (in foto), segretario di ArciGay, ha risposto a Pilati. «Io sono cresciuto in un albergo – ha aggiunto Gottardi- ed ho sempre saputo che se si vuole una buona risposta da parte di un cliente è necessario trattare tutti in modo speciale».

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