Aldo Busi contro cattolici: assolto

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La denuncia era partita da Arrigo Muscio, presidente dell'Associazione genitori cattolici. L'assoluzione è arrivata con formula piena.

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Ancora una vittoria nello scontro che spesso contrappone le associazioni dei genitori cattolici con il mondo gay. Il giudice Luciano Gorra ha assolto con formula piena lo scrittore omosessuale Aldo Busi, «perché il fatto non sussiste» dalle accuse di molestie telefoniche rivoltegli da Arrigo Muscio, presidente dell’Associazione genitori cattolici di Mompiano, autore di testi su esorcismi e demonologia, famiglia e religione. Per queste stesse accuse, Busi era stato condannato in precendenza dal tribunale di Brescia a 125 mila lire di multa. Ma lo scrittore si era opposto alla condanna chiedendo il processo celebratosi ieri mattina.

Aldo Busi aveva fatto, durante una puntata del Maurizio Costanzo Show del novembre 1996, alcune dichiarazioni su sacerdoti e pedofilia che Muscio aveva giudicato infamanti, presentando subito un esposto contro lo scrittore. Busi rispose con una querela per calunnia: «Tornando indietro forse oggi non presenterei più quella denuncia perchè da quello che ho potuto vedere incontrandolo in qualche aula giudiziaria questa persona non gode di alcuna credibilità morale e intellettuale. Insomma: è un povero cristo posseduto da una sua fisima per me del tutto incongrua ed insignificante ma evidentemente non per i giudici che accolgono i suoi inquantificabili esposti e le sue innumerevoli querele – osserva lo scrittore -. Chi mi conosce, conosce le mie battaglie e le mie idee non mi può dare del pedofilo. Non può accostare il mio nome a quello di Dutroux o dire che appoggio la pedofilia. Le mie opinioni in proposito sono sempre state chiare e non le ho mai nascoste».

Nella denuncia presentata, Muscio accusava lo scrittore di avergli telefonato a Brescia riguardo a questo esposto: Busi, che non aveva trovato Muscio a casa, avrebbe rivolto alla madre di quest’ultimo una serie di insulti diretti al figlio. Busi chiamò in seguito altre due volte, senza però riuscire a parlare con Arrigo Muscio e chiedendo anche un recapito per potergli inviare un fax.

Anche altre telefonate, fatte successivamente, secondo quanto dichiarato dai genitori di Muscio durante l’udienza, avrebbero avuto contenuti offensivi.

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