ALESSANDRIA: RISORGONO I GAY

di

Solidarietà dalle istituzioni dopo l'annullamento della cena della chat di Gay.it. La titolare del ristorante si difende: "Ho avuto paura". E c'è chi vuole organizzare in città il...

1274 0

ALESSANDRIA – Continuano ad arrivare messaggi di solidarietà alla comunità omosessuale di Alessandria, reduce dalla cancellazione della cena dei frequentatori della chat di Gay.it, che si sarebbe dovuta tenere sabato scorso, e che è poi stata annullata in conseguenza dei messaggi di minaccia apparsi su un sito locale.

Oggi, l’assessore al Personale e Organizzazione e al Turismo della Provincia di Alessandria, Giancarlo Caldone, ha inviato alla redazione di Gay.it una lettera di solidarietà in cui invita tutti a «vivere ed a diffondere una cultura ed un modo di vivere fondato sulla tolleranza, sul dialogo e sull’accettazione verso tutti», mentre il consigliere comunale Ds Daniele Viotti ha presentato un’interrogazione al Sindaco Mara Enrica Scagni «per conoscere quale risposta intenda dare ai cittadini di Alessandria offesi dalle scellerate minacce di pochi volgari violenti che intendono impedire il democratico svolgimento di pacifiche iniziative».
L’assessore Caldone invita «tutte le persone di buona volontà a costruire un mondo non “in bianco e nero” ma “a colori”», condanna senza mezzi termini le frasi minacciose che invitavano la popolazione locale a recarsi alla cena “armati di spranghe”: «Coloro che si sono espressi con tale volgarità – afferma – sono segno della grande distanza che esiste, purtroppo, ancora tra la civiltà e la barbarie».

Si unisce il consigliere comunale Ds Daniele Viotti, che nell’interrogazione presentata al sindaco, sostiene che «la negazione della libertà di espressione della propria personalità e della propria sessualità è del tutto contraria al concetto di diritti civili e umani che costituiscono elementi basilari della cultura della nostra civiltà».
Se, da un lato, alcuni rappresentanti delle istituzioni esprimono solidarietà ai gay, in città c’è ancora chi continua a non volersi esporre per denunciare la violenza delle dichiarazioni omofobe. E’ il caso della titolare del ristorante Bella Napoli che avrebbe dovuto ospitare la cena, e che ha poi chiesto ai ragazzi di annullare la prenotazione. Lei motiva la sua scelta con le ragioni della prudenza: «Ho avuto paura – ha raccontato a Gay.it – Non potevo sapere se queste persone facevano sul serio oppure no. Siamo molto amici con i ragazzi che organizzavano la cena, e loro sono spesso ospiti da me, ma in questo caso, non me la sono sentita».
La comunità omosessuale alessandrina però, non aspetta aiuti esterni e pensa a come attivarsi: in un incontro informale avvenuto ieri sera, alcuni di coloro che avevano promosso la cena hanno cominciato a pensare a reagire alla pesante atmosfera che si è venuta a creare, arrivando a ipotizzare di candidare Alessandria per la manifestazione nazionale del Pride nel 2004.

Tutti gli articoli su:

Commenta l'articolo...