‘ALLA REGIONE LAZIO SERVONO GAY’

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Fabio Croce è candidato alle regionali del 3 e 4 aprile con la Lista Civica Piero Marrazzo. "Alle associazioni ho chiesto solo di non attaccarmi" dice. E parla...

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ROMA – «La Lista Civica Piero Marrazzo ha inserito nel programma due voci da me redatte riguardanti la lotta alle discriminazioni per orientamento sessuale e identità di genere e le unioni civili. Credo che per sostenerle avranno bisogno di uno o più consiglieri che queste realtà non solo le conoscano bene ma che le abbiano vissute sulla propria pelle». Così Fabio Croce motiva la sua candidatura alle regionali del Lazio nella Lista Civica Piero Marrazzo.

Molti lo conoscono per la sua attività di editore e scrittore. La sua casa editrice, la Edizioni Croce, è una delle poche che abbiano a cuore la letteratura gay in Italia; come scrittore ha dato alle stampe romanzi e saggi, tra cui quello molto controverso sul caso dell’omicidio-suicidio delle Guardie Svizzere in Vaticano, che gli ha causato non pochi problemi con la gerarchia ecclesiastica.

Fabio, finalmente un candidato del movimento glbt all’ombra del Cupolone. E, tra l’altro, uno che al Cupolone non gliele ha mai mandate a dire… Come è nata questa candidatura?

Si, è vero, sono l’unico in questa tornata elettorale per il Lazio, mentre nel passato a Roma, di candidati GLBT ne abbiamo avuti molti. La peculiarità della storia delle elezioni romane è che mai uno di essi è riuscito ad essere eletto al Comune o alla Regione. Questo perché la comunità GLBT non si è mai presentata alle urne compatta intorno a un candidato. Nel 2001 fui già candidato per la Lista Civica Roma per Veltroni: durante quell’esperienza elettorale ne ho viste di tutti i colori. Eravamo circa 10 GLBT dichiarati e friendly e la dispersione di voti fu enorme. In realtà l’unica lista che dava la possibilità di essere eletti era solamente la mia, ma la comunità non colse l’occasione: non fui eletto per pochi voti. Ora ho appreso la lezione. Ad una recente riunione del Tavolo di Coordinamento GLBT romano, ho annunciato la mia candidatura con la Lista Civica Piero Marrazzo ma non ho chiesto l’appoggio delle associazioni romane, ma solamente che non mi si facesse la guerra. Sembra paradossale? Al Vaticano dico solo che la politica non è affare della chiesa: è ora che i politici italiani comprendano la necessità di difendere la laicità dello stato, garanzia di libertà per tutti i cittadini. In Lista mi ha voluto Piero Marrazzo, il quale ha apprezzato con il suo staff il mio lavoro culturale a Roma; tra l’altro il papà di Piero era molto amico di Remo Croce, mio zio, icona del mondo della cultura italiana

Quali sono i punti chiave della politica per la comunità glbt in Lazio?

Pochi mesi fa, prima della certezza dell’esistenza di una lista per Marrazzo, io ed altri amici “civici” romani, abbiamo dato vita ad una lista civica per il Lazio (ora accorpata alla civica di Marrazzo) la quale ha realizzato un convegno a Roma sui diritti civili della comunità glbt dal titolo “Civilmente liberi”. In quella occasione ho incontrato con Roberto Alagna (capogruppo Lista Civica Roma per Veltroni) tutte le realtà associative romane. Le richieste delle associazioni romane hanno poi costituito in pratica una parte del programma elettorale della Lista Civica Piero Marrazzo. I punti sono sempre gli stessi, tutte le associazioni chiedono le stesse cose, tutte le regioni dovrebbero varare la stessa legge della Toscana che vieta le discriminazioni per orientamento sessuale e identità di genere, e di seguito tutte le solite argomentazioni che da anni e anni affrontiamo con le istituzioni.

Diccelo senza veli: che garanzie offre Marrazzo come presidente alla comunità glbt?

…Aspetta che mi sto togliendo i veli… Piero Marrazzo è un civico, per cui mi aspetto ottime iniziative e un grande rispetto per la questione glbt. Ma la sua candidatura è figlia della politica e i politici noi li conosciamo bene: promettono ma… Spero vivamente che Piero riesca, se eletto, a continuare il suo percorso riformista, laico, civile e che il programma della sua lista civica riesca a realizzare tutti i punti in programma, compreso tutto quello che io stesso ho scritto e che le associazioni romane hanno chiesto. Inutile dire che Fabio Croce si aspetta il voto di preferenza da tutte quelle persone gay, lesbiche, transessuali, bisessuali, che sono svincolate da particolari motivazioni associative e politiche, ma che sperano con tutto il cuore di guadagnarsi un maggiore rispetto da parte delle istituzioni. Ci siamo anche noi e vogliamo pari opportunità giuridiche e sociali.

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