ALLE RADICI DELLA VIOLENZA

di

Intervista con De Leo, ordinario di Psicologia Giuridica

CONDIVIDI
0 Condivisioni Facebook Twitter Google WhatsApp
0

Clicca mi piace per non perdere nemmeno una notizia.


Il professor Gaetano De Leo è ordinario di Psicologia Giuridica all’Università La Sapienza di Roma ed è membro del Comitato Scientifico di Telefono Azzurro, l’associazione a difesa dei diritti dei bambini a cui, peraltro, Gay.it ha donato una campagna banner durante il mese scorso.

Professore, ci aiuti a capire dal punto di vista dell’evoluzione di un ragazzo di 10, 11 o 12 anni che cosa vuol dire avere rapporti sessuali con persone adulte, anche senza violenza.

Io posso fare riferimento sia a esperienze cliniche, sia soprattutto a esperienze di ricerca che ci danno grandi numeri su cui possiamo capire meglio fenomeni, trarre migliori conclusioni e anche fare generalizzazioni. Mi riferisco a soggetti in età evolutiva, sia quelli nella fascia 4 o 5 anni o della prima scolarità sia quelli della pre-adolescenza, fino ai 13 anni stabiliti dalla legge, ma anche da quel manuale PSM4 che indica la pedofilia come quel comportamento sessuale, che avviene tra un soggetto che ha meno dei 13 anni ed uno che ne ha almeno 5 più di lui. I ricercatori dicono in particolare che le forme di violenza sessuale che colpiscono questi soggetti danno vita a disturbi psicologici rilevanti fino al famoso disturbo post-traumatico da stress, in una percentuale che è leggermente inferiore al 50%. Questo significa che quasi il 50% dei casi ha un disturbo psicologico, per gli altri vi sono varie forme di disagio e di difficoltà che possono avere conseguenze sulla vita sessuale. Vi è infine una percentuale abbastanza consistente di giovani che secondo queste ricerche riescono a non avere disturbi rilevanti nel corso della loro vita: il trauma c’è stato comunque, ma la persona è riuscito a superarlo. La clinica conferma tutto sommato questi dati.

CONTINUA A LEGGERE...

Tutti gli articoli su:


Commenta l'articolo...