AMERICA VIOLENTA

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2 - Dal rapporto Amnesty International. Negli Stati Uniti imbarazzanti casi di atrocità nei confronti dei gay. Va anche peggio per i trans in Brasile e Argentina.

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Secondo il rapporto di Amnesty International "Odio criminale, congiura del silenzio. Tortura e maltrattamento basati sull’identità sessuale". dedicato ai maltrattamenti e alle torture subite dai gay nel mondo, nelle due Americhe si perpetrano crimini nei confronti degli omosessuali indipendentemente dalla latitudine. Nell’America del Nord, se il Canada non viene nemmeno menzionato, gli Stati Uniti, paese delle libertà individuali, presentano invece un imbarazzante numero di casi di atrocità e maltrattamenti in modo non dissimile da quel che avviene nei Paesi meno liberi e libertari dell’America Latina. A conferma delle contraddizioni laceranti che ancora esistono nel paese che dette il via all’orgoglio gay con la rivolta di Stonewall a New York.

STATI UNITI
Frederick Mason è stato arrestato a Chicago nel luglio 2000. Era entrato nella stazione di polizia in buone condizioni di salute. Quando è stato rilasciato, del sangue fluiva dal retto. Secondo il testimone due poliziotti non identificati lo avevano condotto nella sala per interrogarlo, lo avevano ammanettato e bloccato alla parete. Avevano abbassato i pantaloni di Mason e spruzzato liquido detergente blu su un manganello prima di conficcarlo nel retto. Frederick Mason dice di essere stato soggetto a un abuso, inclusi insulti razzisti e antigay.
Il 25 novembre 2000, Jeffrey Lyons, eterosessuale, fu assalito , secondo quanto si afferma, da 8/10 ufficiali di polizia di Chicago fuori servizio che erano stati testimoni di un abbraccio con un amico fuori da un bar. Lyons ebbe il naso rotto, uno zigomo fratturato e danni neurologici. Secondo i rapporti, due auto degli ufficiali di polizia tentarono di investire l’amico. Tre ufficiali implicati sono stati inizialmente sospesi poi reintegrati nelle loro mansioni.
Anche quando la legge non penalizza l’identità o il comportamento gay, le azioni di polizia spesso lo fanno. In molti casi il codice del silenzio che dissuade gli ufficiali dal riferire gli abusi che hanno luogo nei loro gruppi, serve a proteggere quelli che si rendono responsabili di torture e maltrattamenti. Il fallimento delle autorità nell’affrontare problemi come il sessismo e l’omofobia nelle forze di polizia crea un clima in cui tali violenze possono proliferare facilmente.
Timothy Tucker, gay detenuto nella prigione federale della Virginia fu violentato da un compagno di prigionia. Le guardie gli dissero che avrebbe dovuto fargli piacere, visto che era gay.
Kevin Mahoney, gay è morto nel carcere di Corcoran in Calfornia. Era stato lasciato nel cortile in compagnia di un altro detenuto che lo strangolò.
Gary Adkins, detenuto nel carcere di Wayne nel West Virginia è stato fatto oggetto di torture e maltrattamenti, pare per la sua omosessualità. Le guardie spruzzarono del gas lacrimogeno negli occhi di Gary, lo picchiarono, rifiutandogli ogni cura medica. Gary riportò la frattura delle costole e del naso, contusioni alla testa, tagli ed ematomi come conseguenza del pestaggio.
In California, Robin Lucas fu incarcerata per frode nell’uso di carte di credito. I responsabili della prigione di Pleasanton ignorarono le proteste della donna afro-americana, messa in un reparto destinato agli uomini. Robin denunciò molestie e minacce perchè lesbica. Una sera, tre detenuti entrarono nella sua cella, la ammanettarono e la violentarono. Le guardie coinvolte negli abusi furono trasferite e non fu presa nessuna misura disciplinare.
Per molti le memorie scolastiche evocano brutti ricordi. Racconta Derek Henkle del Nevada: "Ero nel parcheggio della mia scuola ed un gruppo di ragazzi mi circondò. Mi legarono una corda intorno al collo e l’altra estremità alla parte posteriore del loro camion. Ricordo solo che ero spaventato a morte per la mia vita".

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