Amnesty: “In Camerun gay sottoposti ad esami anali e torturati”

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Presentato oggi, il report di Amnesty denuncia una situazione più che preoccupante per quanto riguarda i diritti delle persone lgbti. arrestati e torturati, vengono trattenuti in carcere per...

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Secondo un rapporto presentato oggi da Amnesty International, nelle prigioni del Camerun le persone ritenute gay vengono sottoposte a inutili e umilianti esami anali che, secondo le autorità locali, dovrebbero rivelare se hanno o no avuto rapporti omosessuali.
Amnesty asserisce che il sistema giudiziario viene utilizzato come arma per attaccare le persone lgbti o ritenute tali. Chiunque venga sospettato di non essere eterosessuale viene arrestato, imprigionato e torturato solo ed esclusivamente per il suo orientamento sessuale o per la sua identità di genere.
Il ricercatore di Amnesty in Camerun e autore del rapporto, Godfrey Byaruhanga ha dichiarato che “non c’è alcuna giustificazione di nessun genere per questa pratica illegale e degradante. Rappresenta una grave infrazione dell’etica medica e vi si deve porre fine immediatamente”.
Gli avvocati che difendono le persone lgbti in Camerun ricevono quotidianamente minacce di morte per il loro lavoro e gli attivisti sospettano che gli autori delle minacce siano agenti del governo.

Le cronache raccontano di persone trattenute per un anno in carcere perché “sembrano gay” dato l’abbigliamento e il fatto che siano stati sorpresi a bere Baileys, oltre che di casi di assassini in cui le vittime avevano la sola colpa di avere fatto sesso gay.
Jean -Claude Roger Mbede, ad esempio, è stato arrestato per aver mandato un sms ad un altro uomo in cui gli diceva di essere innamorato di lui. Per tre anni, ha subito in carcere ogni tipo di violenza e malnutrizione e il suo avvocato è tra coloro che hanno ricevuto minacce di morte.
Amnesty non è l’unica a denunciare la situazione dei diritti delle persone lgbti in Camerun. Anche il Commissario per i Diritti Umani dell’Onu aveva sollevato il problema.
L’omofobia in Camerun non è esclusivo appannaggio delle autorità e del sistema carcerario. Lo scorso agosto, ad esempio, un’organizzazione chiamata Cameroonian Youth Rally ha organizzato la “Giornata dell’odio gay”.

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