Anche Bergamo in piazza contro l’omofobia

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Il fenomeno dei minipride si estende alle città di provincia, Sabato 12 settembre dalle 17 sit-in civile di solidarietà davanti al comune senza nessuna bandiera di ideologia politica.

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MILANO – Mai si era vista in Italia una mobilitazione così estesa in risposta ai deprecabili episodi delle cronache nostrane. Il messaggio è chiaro: la comunità gay è stanca di subire violenze, di vedersi negati i diritti civili ma soprattutto di doversi identificare per forza sotto questa o quella bandiera politica. Quella contro la violenza è una battaglia di tutti, senza tessere, che arriva a contagiare tutte le città.

Anche Bergamo quindi scende in piazza contro l’omofobia, questo sabato, in piazza Matteotti, di fronte al palazzo del comune. Non una fiaccolata, ma un sit-in di solidarietà, dove saranno ben accette e gradite bandiere rainbow e della pace, striscioni, cartelloni, qualsiasi altra cosa ciascuno voglia portare, purché non rappresenti nessun partito e nessuna associazione politica.

La manifestazione, partita anche stavolta “dal basso”, grazie all’impegno di Elisa e Laura, due giovani di Bergamo.  “Sono stata sorpresa dall’immobilità dei bergamaschi – racconta Laura – mi sembrava che non ci fosse interesse a dire che quelli di Roma erano fatti gravi, tanto riguardano qualcuno altro”. E’ così che ha messo in moto la catena, insieme all’amica, hanno scritto alle associazioni Arcigay della zona (che hanno dato l’apporto organizzativo) ed aperto un gruppo su facebook. Circa 500 sono al momento persone che hanno risposto positivamente all’invito su facebook, e più di 800 quelle in forse. “Non ci aspettavamo tutta questa adesione” – confessano le ragazze. Del resto è vero: “Anche se vi credete assolti, siete lo stesso tutti coinvolti”. Così, citando il grandissimo Fabrizio De Andrè, recita lo slogan dell’evento.

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