ANCHE BERLINO HA UN SINDACO GAY

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Coraggio o opportunismo? Quando il coming out diventa una mossa strategica. Reazioni al vetriolo contro Klaus Wowereit, neoeletto sindaco di Berlino che si dichiara apertamente gay.

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"Sono lesbica ed è bene così". Motzstrasse la strada più gay di Berlino: oggi è la Strassenfest dei gay. Quattro strade sono piene di stands e una folla di mille colori si muove lentamente a spintoni in mille direzioni. La tecnica delle fotocopisterie postomoderne fa sì che il motto di Wowereit, il suo coming out propagato dalla Bild-Zeitung sia adesso visibile sulle magliette delle lesbiche del centro di informazione sessuale;

Anne sorride quando leggo a voce alta la scritta. Più avanti c’è lo stand del sindacato per la pubblica istruzione e la ricerca scientifica, lì hanno parafrasato il titolo della Bild con il motto: "il mio insegnante è gay ed è bene così".

È stato un motto, veloce, deciso, sfruttato dai giornali. I gay l’hanno preso, usato, riprodotto, moltiplicato e adesso se ne vanno in giro a sbandierarlo, adesso che hanno un sindaco che è uno dei loro: già, la capitale tedesca ha un sindaco gay che lo dichiara apertamente.

Ma questo fa rabbia a molti. Soprattutto a quelli a cui brucia assai il fatto che Wowereit abbia vinto, soprattutto grazie all’appoggio dei comunisti togliendo la fiducia ad un sindaco della CDU che governava da dieci anni e che si è visto in dieci minuti togliere il posto da un gay.

La Süddeutsche Zeitung commenta: "Ai vecchi tempi uno come Klaus Wowereit veniva chiamato un orrore civile. Questo uomo è un socialdemocratico che si fa portare al potere dal voto dei comunisti, è gay e addirittura lo dice pubblicamente."

Il coming out di Wowereit lo ha reso improvvisamente famoso, lo hanno invitato ai talk-show più importanti.

E l’invidia si vede chiaramente nei commenti della Süddeutsche: Wowereit ha un bell’aspetto (cosa assai rara per i politici tedeschi soprattutto per quelli dell’era Kohl), è sempre sereno, fresco e rilassato anche dopo lunghe nottate di sedute e dibattiti, ma è ambizioso ed è un uomo di potere.

Wowereit ha organizzato un "colpo di stato di sinistra", ed è un "carattere deformato", ha detto il capofazione della CDU Frank Steffel.

È figlio di una vedova di guerra, cresciuto in una famiglia con cinque fratelli, ha studiato giurisprudenza e ha fatto tutta la gavetta politica necessaria, è disciplinato, ambizioso e adora il teatro e l’opera, ma adesso gli si richiede di essere un buon contabile perché il suo successo siede sulle rovine finanziarie del governo della CDU.

La mistura dei sentimenti delle controparti è però interessante: invidia, ma anche sdegno contro la presunta sfacciataggine di una uscita allo scoperto che investe direttamente la sua sfera personale.

Tuttavia anche il "nemico" deve fare i conti con la realtà: la Süddeutsche deve ammettere che i tempi sono cambiati, il Tagesspiegel attacca dicendo che la mossa è non solo assai desueta, ma chiaramente una strategia politica volta alla conquista del potere e a ottenere una pubblicità improvvisa e soprattutto gratuita; e ciononostante si tratta, secondo il giornale, di un affronto aperto alla morale cristiana.

Ma Berlino ha un sostrato ateo enorme, ed è il caso di dire che Berlino in questo senso non è la Germania.

Assai interessante è stato il commento di Roger Boyes corrispondente di "The Times". A lui l’outing non è piaciuto, anzi gli sembra una mossa superflua visto che a suo avviso oggi vale addirittura il contrario, ovvero il cosiddetto "segreto di Pulcinella", per usare un’espressione italiana: tutti lo sanno ma l’interessato tace più o meno, comunque non si espone con le sue tendenze al pubblico; è come dichiarato a metà.

Roger Boyes fa una lista di personaggi illustri, sul cui conto tutti sanno, ma che non hanno bisogno di sbandieralo: in Francia il sindaco di Parigi, in Gran Bretagna l’ex ministro Nick Brown, l’euro-stratega Peter Mandelson e addirittura il probabile futuro capo dei conservatori Michael Portillo.

Boyes conclude il suo commento riferendosi alla Berlino sexy e all’altrettanto sexy Wowereit facendo capire che la città di sesso ne ha già abbastanza.

Dal primo agosto le prime coppie gay si potranno sposare ufficialmente. Sicuramente non avranno bisogno del matrimonio per fare sesso legittimamente, ma prima devono dichiararsi e registrarsi ufficialmente di fronte al sindaco, per poter godere in parte dei diritti di cui godono gli eterosessuali. Quando un giorno l’omosessualità sarà diventata normale, nessun giornale come la Bild-Zeitung avrà interesse a ricattare un politico con la minaccia di rendere pubblico il suo segreto di Pulcinella, non solo non farà semplicemente più notizia, ma rischierà di rovinare i propositi denigratori facendo di un presunto perverso un eroe.

di Emanuele Sgherri – da Berlino

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