Ani Zonneveld, l’imam donna che sposa i gay: “Il Corano non mente”

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Domani sarà ospite al teatro Gobetti di Torino: "Sull'omosessualità gli imam mentono ai musulmani".

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Sui giornali è dipinta come l’imam donna che sposa i gay e predica le libertà delle donne e lei, Ani Zonneveld, apprezza tale definizione.

Cresciuta a Bonn (Germania) in virtù del lavoro del padre (era un diplomatico) ma nata in Malesia, Ani vive oggi a Los Angeles ed è la fondatrice e presidente di Muslims for Progressive Values, un’associazione di musulmani progressisti che conta oltre 10mila membri. Guida la preghiera del venerdì per uomini e donne e celebra matrimoni interreligiosi, eterosessuali, omosessuali e tra transessuali.

Domani, venerdì 22 settembre, sarà ospite al teatro Gobetti di Torino (18.30, ingresso libero) nell’ambito del festival Torino Spiritualità.

Sì, li celebro, rendo legittimi i rapporti affettivi e sessuali che i conservatori considerano illeciti. Nel Corano ho letto (30:21) che il matrimonio è l’unione di due anime” racconta in una bella intervista a Io Donna. Ruolo importante nella sua formazione lo ha avuto lo zio omosessuale: “A quel tempo in Malesia gli uomini gay non erano presi di mira come oggi, per questo li ho sempre considerati come esseri umani e parte della nostra società”.

Prima del colonialismo europeo i Paesi musulmani non criminalizzavano l’omosessualità, dopo l’indipendenza la maggioranza ha però adottato il vecchio approccio cristiano europeoanche perché gli imperialisti europei avevano in parte giustificato il colonialismo con il pretesto di civilizzare i musulmani favorevoli ai rapporti omosessuali”. Il Corano stesso, sottolinea, non considera l’omosessualità un crimine: “Il profeta Maometto non li aveva puniti. Su questo punto gli imam mentono ai musulmani”.

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