Antichi: no alle copppie gay. Delusione da Arcigay

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Il candidato della Casa delle Libertà alla Presidenza della Regione Toscana in un’intervista afferma di essere contrario al riconoscimento delle coppie omosessuali.

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PISA – Alessandro Antichi, candidato della Casa delle Libertà alla Presidenza della Regione Toscana, in un’intervista apparsa stamani su un giornale regionale afferma di essere contrario al riconoscimento delle coppie omosessuali e pure delle coppie di fatto eterosessuali.
“Ci delude questo voltafaccia di Antichi – afferma Alessio De Giorgi, presidente Regionale di Arcigay – che a pochi giorni dal voto decide di schierarsi nettamente contro il riconoscimento delle coppie gay e lesbiche. Ricordiamo lo stesso Antichi quando, da sindaco di Grosseto, dette il patrocinio al Gay Pride Nazionale che lì organizzammo, pur senza aiutarci concretamente. Evidentemente la candidatura a Presidente della Regione Toscana gli ha fatto velocemente dimenticare il suo passato da radicale e cambiare le sue idee: da laici, ci fa un po’ dispiacere vederlo perfettamente allineato alla politica illiberale, medievale ed anti-europea del Governo Berlusconi, che ha impugnato dinanzi la Corte Costituzionale tutte le norme che a tal proposito la Regione ha emanato nella legislatura appena conclusa, comprese quelle contro le discriminazioni che sempre nell’intervista Antichi dichiara di voler combattere, anche se non si capisce come”.
“Antichi tiene i piedi troppo in due staffe – conferma Davide Buzzetti, segretario regionale e pure presidente dell’Arcigay di Grosseto -: svela l’intento meramente elettorale delle prime aperture alle rivendicazioni della comunità omosessuale, che aveva addirittura inserito nel suo programma di legislatura. Ora ci spieghi perché una famiglia omosessuale per lui non è una vera famiglia e non sia degna di riconoscimento, e quindi quali siano in concreto i diritti di cui lui tanto parla”.
“Le dichiarazioni di oggi – conclude De Giorgi – confermano, se ce ne fosse stato ancora bisogno, l’invito al voto per Claudio Martini a tutti i cittadini toscani che, omosessuali od eterosessuali, hanno a cuore i diritti civili, la dignità delle persone e la libertà delle relazioni personali non in astratto, ma nel concreto della vita quotidiana, sul luogo di lavoro come in famiglia, a scuola come nell’accesso ai servizi pubblici”.

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