Appello per le Olimpiadi: “Gli atleti gay chiedano asilo”

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A Londra arriveranno anche atleti gay che nei loro paesi rischiano la pena di morte. Un avvocato li invita a chiedere asilo per costringere il governo ad affrontare...

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L’avvocato inglese specializzato in diritti umani Mark Stephens, difensore tra gli altri del fondatore di Wikileaks Julian Assange, lancia il suo appello. Agli atleti lgbt che quest’estate arriveranno a Londra per le Olimpiadi e originari di paesi omofobi, l’invito è quello di chiedere asilo nel Regno Unito.

"Invito tutti gli atleti che arriveranno a Londra per le Olimpiadi da paesi ostili verso di loro per l’orientamento sessuale di chiedere asilo a Londra", ha detto Stephens. "In questo modo, il Governo sarà costretto ad affrontare le violazioni contro le comunità lgbt di tutto il mondo". Nel 2010, il governo britannico ha dato il via libera ad una legge che permette di chiedere asilo a tutti i perseguitati per orientamento sessuale nel mondo. L’avvocato ha anche chiesto al Comitato Olimpico Internazionale di esprimere una censura formale verso i paesi con legislazioni omofobe.

Sono infatti ben 78, sui 193 delle Nazioni Unite, gli stati che puniscono gli atti sessuali fra persone dello stesso sesso. In cinque – Iran, Mauritania, Saudi Arabia, Sudan e Yemen — è prevista la pena di morte. Inutile dire che tutti e cinque questi paesi manderanno loro atleti a Londra. Quale occasione migliore quindi per i gay iraniani piuttosto che yemeniti per liberarsi dal giogo che li opprime in patria?

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