Arcigay ai cattolici e ai vescovi: “Dialogate con noi”

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In occasione dell'anniversario della morte di Alfredo Ormando, Arcigay lancia un appello alla comunità cattolica, ai vescovi e ai cardinali per invitare la Chiesa al dialogo sui diritti...

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Una lettera aperta ai cattolici italiani e oltre 300 inviti a vescovi e cardinali per un incontro: così Arcigay celebra quest’anno la giornata mondiale per il dialogo tra religioni e omosessualità, che si terrà domani, 13 gennaio. Una ricorrenza che nasce per la commemorazione di Alfredo Ormando, giovane siciliano che il 13 gennaio 1998 si diede fuoco a Roma in Piazza San Pietro per protestare contro l’atteggiamento della Chiesa Cattolica nei confronti degli omosessuali. "Mentre scriviamo – si legge nella lettera – in 7 Paesi per l’omosessualità è prevista la pena di morte e per ben 80 Paesi essere gay o trans è un reato punito con l’arresto o la detenzione arbitraria, trattamenti crudeli, inumani e degradanti. Ci permettiamo pertanto di rivolgerci a voi per stimolare una riflessione finalizzata all’affermazione e alla tutela dei diritti umani fondamentali e la salvaguardia della vita e della libertà di molte donne e uomini che subiscono questo genere di violenze, nella consapevolezza che la promozione e la difesa della vita umana possa essere un terreno sul quale trovare delle convergenze e delle positive collaborazioni".

Nell’invito di incontro con i vescovi, i comitati provinciali dell’associazione chiedono di aprire "un proficuo dialogo fra differenti visioni e permettere un confronto in grado di individuare un terreno comune di impegno, finalizzato al rispetto della dignità umana e al progresso civile del mondo in cui viviamo". Arcigay, che ricorda che in sede Onu è stata avanzata "la proposta di una depenalizzazione internazionale per il reato di omosessualità sottoscritta da tutta l’Ue e da molti altri stati", vorrebbe riflettere insieme ai vescovi "nella consapevolezza che la promozione e la difesa della vita umana possa essere un terreno sul quale trovare delle convergenze e delle positive collaborazioni". Arcigay vorrebbe anche aprire un canale di confronto sulle cosiddette "teorie riparative", perché "millantare miracolistiche guarigioni contribuisce, oltre che a diffondere teorie contrarie e ampiamente condannate dalla scienza, anche a perpetuare una discriminazione sociale in grado di generare sofferenza ed emarginazione".

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