Arcigay censura Clubbing. Lettera aperta del suo direttore

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Provocatoria e grave iniziativa: al Borgo non può essere distribuito "Clubbing" di questo mese a causa dell'intervista al direttore di Gay.it. Sospesa anche la pubblicità di Arcigay dalla...

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Paolo Ferigo, presidente Arcigay Milano mi ha mandato poco fa un sms invitandomi, dopo aver sentito Aurelio Macuso, di ritirare le copie di Clubbing di luglio in distribuzione gratuita nella serata domenicale "Join the Gap" al Borgo Del tempo Perso di Milano.

Con dispiacere sono ritornato al Borgo a ritirare le copie incriminate, ho parlato con Paolo della decisione di non distribuire Clubbing e della decisione di sospendere la pubblicità dell’Arcigay dal prossimo Clubbing.

Nel messaggio telefonico Paolo ha scritto: «Mi spiace ma esiste il giornalismo ed esiste la delazione senza dare il diritto di replica. E quest’ultima è inaccettabile».

Dal 1977 lavoro e dirigo giornali gay (prima Lambda, poi Babilonia e ora Clubbing). Mai nessuno mi aveva dato del delatore in 32 anni di onorata attività di cui vado fiero ed orgoglioso. Mai mi sono venduto, mai ho scritto per interessi e calcoli politici e ne ho pagato anche e sempre le conseguenze. Però posso camminare a testa alta, non devo rendere conto a nessuno e non dipendo da nessuno.

Nel 1977 il direttore responsabile del bollettino Lambda che dirigevo a soli 21 anni era Angelo Pezzana, fondatore del Fuori! che prestava la sua firma a causa delle leggi fasciste del codice Rocco che prevedevano e prevedono un giornalista iscritto all’albo per poter editare una testata. Scrissi un articolo ironico su Marco Pannella, il primo "outing" amichevole pubblico in Italia. Scatenò polemiche, Pezzana si dimise e anche a causa di quella rottura ci fu la scissione del movimento gay  tra Lambda e Fuori! Lo stesso Pasolini in quel periodo era direttore responsabile del quotidiano Lotta Continua, questo non presupponeva che condividesse la scelta editoriale, firmava per sostenere un diritto civile e di libertà.

Perchè ho deciso di pubblicare un’intervista a De Giorgi e a Mancuso sullo stesso numero di Clubbing? Semplicemente per dare al lettore delle informazioni e farsi una libera opinione. La mia intervista a De Giorgi è chiaramente non favorevole alla linea scelta da Gay.it di lanciare una campagna di stampa contro l’operato di Mancuso. Non condivido questi metodi però non devo nemmeno censurarmi  per non informare i lettori delle ultime polemiche tra De Giorgi e Mancuso considerando che sono entrambi leader pubblici.

Non c’è nemmeno una domanda filo De Giorgi (non rischiate di darvi la zappa sui piedi remando contro? – Non sarebbe più opportuno fare pace?… e via di questo passo). Mi sento tranquillo con la mia coscienza. Non potete obbligarmi a non fare interviste solo perché sarebbero dannose per qualcuno.

De Giorgi è mio socio di capitali in Clubbing (come gli amici di Gay.tv) ma mai mi ha sollecitato articoli contro qualcuno per appoggiare le sue tesi. Ho seguito il dibattito su Gay.it, su Gay.tv, l’intervista a Il Giornale, le dichiarazioni di Mancuso e mi sembrava opportuno che Clubbing desse una prima informazione sulla polemica. Mi si contesta che non ho informato subito Mancuso chiedendogli una intervista di replica. Certo che gli avrei dato volentieri questa possibilità, come sempre ho fatto, ma solo dopo la pubblicazione. Se Clubbing fosse un quotidiano anche il giorno dopo, visto che è mensile passerà del tempo. Comunque sullo stesso numero di Clubbing Daniele Nardini ha intervistato Mancuso ed io ho riportato ampiamente le dichiarazioni di Aurelio (se questi non si fidava di Nardini non avrebbe dovuto concedergli l’intervista).

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Per concludere il mio dovere professionale mi impone di riportare le opinioni anche quando sono scomode ed è quello che ho fatto ma non per questo devo essere linciato ed essere accusato di delazione.

Potete invece accusarmi di mancanza di calcolo, di mancanza di opportunismo e di capacità imprenditoriale (se volete) ma non immischiatemi per favore nelle vostre "guerre", io non ci sto. Spero che non si verifichino ulteriori scissioni come nel 1977,  come vecchio militante (voi quando ho iniziato con il mio impengno non

c’eravate)  mi auguro che i rapporti vengano ripresi per l’interesse di tutta la comunità gay italiana.

Cordiali saluti,

Felix Cossolo

Direttore Clubbing

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