Arcigay: “Ecco la risposta sul bilancio”

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Dopo l'inchiesta sui conti di Arcigay è finalmente arrivata la risposta dell'associazione che tenta di chiarire alcune ombre che abbiamo evidenziato nel bilancio dell'associazione. Ecco la replica.

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Per un atto dovuto verso le centinaia di volontari e volontarie e le migliaia di soci e socie che si sono sentiti offesi e confusi da ciò che hanno letto, voglio fornire le opportune rettifiche e gli opportuni chiarimenti relativamente a quanto asserito in due articoli apparsi su questa testata relativi al bilancio nazionale di Arcigay. Mi scuso in anticipo per la inevitabile noiosità di alcune parti.

Non esiste alcun buco nel bilancio, né mistero sugli iscritti. Nel primo articolo apparso sull’argomento si fa riferimento ai due bilanci, del 2006 e 2007, pubblicati in forma sintetica sul trimestrale Pegaso, ma si leggono le cifre e si fanno congetture in maniera a dir poco bizzarra.

Contrariamente a quanto fa intendere l’articolista quando tratta del fantomatico "buco", il 2006 si è chiuso con un avanzo – positivo – di 56.996,19 euro e non con una perdita. Tale cifra supera di oltre 4.000,00 euro il disavanzo del 2007 e va a coprirla totalmente. Ricordiamo che le Associazioni non possono generare "utili" e che i loro avanzi vanno totalmente re-impiegati nelle attività istituzionali. Così come è avvenuto.

Per quanto riguarda il numero degli iscritti, non è possibile, come ha tentato l’articolista, fare un rapporto diretto tra questi e le entrate a livello nazionale per il tesseramento: non tutti gli iscritti all’Associazione sono in regola con il versamento della quota associativa e i proventi del tesseramento effettuato dai Comitati provinciali resta nelle casse di questi in proporzione molto maggiore, se non per il totale, che non per le tessere rilasciate dalle Associazioni affiliate (i locali).

Quando si parla di "iscritti" all’Associazione il numero normalmente indicato si riferisce ai soci in regola con il versamento della quota associativa, circa 110.000, e a quelli che non lo sono da non oltre due anni, non considerando quindi un elevato numero degli iscritti ad Arcigay, presenti anch’essi nel libro soci, che però non versano da tempo il loro contributo. Tale modalità è quella utilizzata da tutte le grandi organizzazioni. La quota associativa è indispensabile solo per l’accesso ai servizi dall’Associazione e per esercitarne i diritti statutari.

È indubbia la difficoltà economica di cui soffrono molte Associazioni affiliate, che ormai da alcuni anni hanno visto ridursi sensibilmente le entrate e che si riflette di conseguenza anche sulla struttura nazionale. La cessazione delle attività di alcune e le difficoltà di altre sono alla base dei mancati, o ritardati, introiti dal tesseramento. L’indirizzo intrapreso dall’Associazione verso forme alternative di finanziamento e la modifica di alcune modalità di gestione degli incassi sono la nostra risposta al problema, insieme a progetti di riduzione delle spese e alla contestuale rettifica del bilancio in forma più realistica attraverso la cancellazione di crediti derivanti da anni precedenti, anche lontani, non più recuperabili. Senza con ciò destabilizzare la struttura finanziaria, ma anzi rafforzandola.

L’Associazione, oltre all’opera meritoria dei tanti volontari che si impegnano a tutti i livelli, si avvale, sia per la sua attività "istituzionale" che per la parte "progettuale", di diversi collaboratori, sia interni che esterni. Quelli esterni, liberi professionisti, fatturano all’Associazione le loro attività e pertanto questa non versa per loro alcun contributo, come non vengono versati contributi sui rimborsi delle spese vive, e dimostrate, effettuate dai dirigenti, dai collaboratori e dai volontari. Per quelli interni, di numero assai ridotto, i contributi vengono regolarmente versati.

Sempre riguardo ai contributi, si deve ricordare che questi vengono versati in un momento successivo al pagamento dell’emolumento e che spesso questo pagamento avviene al momento della rendicontazione dell’attività di fine anno. Pertanto i contributi, seppur di competenza di un anno, si pagano l’anno successivo e alla data di chiusura del bilancio, il 31 dicembre, risultano come "debiti". Se "Arcigay non versa i contributi dei propri collaboratori", è così stupida da evidenziarlo a bilancio?

Mi stupisce leggere che "le spese di prevenzione restano a zero", quando proprio sul bilancio è chiaramente registrata una spesa di 20.073,22 euro (anche superiore al preventivato) per i progetti salute e che nel 2008 sono stati acquistati e distribuiti preservativi a tutti i Comitati.

In una associazione che copre tutto il territorio nazionale, i cui componenti provengono dal profondo nord all’estremo sud (isole comprese…), che fornisce servizi e non prodotti, che richiede la presenza fisica "fuori sede" di chi opera nell’organizzazione e di chi la rappresenta non è affatto strano trovare una quota anche significativa del bilancio dedicata agli spostamenti e alle spese inerenti. Chiunque può confrontare quella di Arcigay con qualsiasi altra organizzazione simile, si accorgerà che rispetto a quanto realizzato, seppur le cifre in termini assoluti siano importanti, le spese sono limitate.

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