Arcigay ha deciso: il suo Congresso sarà anticipato

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Il Consiglio Nazionale di Arcigay ha chiuso i suoi lavori. L'assemblea ha deciso di anticipare il suo Congresso a gennaio. Il presidente Mancuso: "Disposto a farmi da parte".

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Si è concluso il Consiglio Nazionale di Arcigay, il primo dopo l’apertura dell’inchiesta di Gay.it sulla maggiore associazione gay italiana. Nonostante qualcuno avesse avanzato le ipotesi delle dimissioni del suo presidente queste non sono arrivate seppure Aurelio Mancuso si sia detto disponibile a farsi da parte. Sarà però indetto a settembre un congresso nazionale, anticipato rispetto alle tempistiche ordinarie (il congresso viene convocato di norma ogni 3 anni), che si terrà il prossimo gennaio, così come avevano chiesto alcuni esponenti dell’associazione.

Confermate invece le dimissioni del presidente di Arcigay Roma, Fabrizio Marrazzo dalla Segreteria Nazionale, come gli era stato chieso dalla Segreteria stessa . Il presidente Mancuso ha finalmente spiegato le motivazioni di una tale richiesta. Non si è trattato solo di una generale non condivisione della sua linea politica con quella dell’associazione, bensì di un lungo elenco di comportamenti giudicati non compatibili con le funzioni e il ruolo di membro della Segreteria Nazionale. Si tratta, ad esempio, dell’utilizzo del logo di Arcigay durante la campagna elettorale del candidato alla Provincia di Roma Nicola Zingaretti, poi eletto presidente, e dell’appoggio di Arcigay Roma alla candidatura di Francesco Rutelli alle elezioni comunali. A proposito di Arcigay Roma, si è registrato un confronto duro e franco sia con gli esponenti del circolo capitolino che di quello napoletano. Le dimissioni del presidente di Arcigay Napoli Salvatore Simioli dagli incarichi nazionali avevano scuscitato polemiche sulla gestione del dissenso interno agli organi dirigenti. Era stato proprio Simioli a rivelare a Gay.it della volontà dei vertici nazionali di una resa dei conti con i "romani" e i "napoletani".

Le assenze hanno pesato sulla conduzione dell’intero Consiglio Nazionale che, lo ricordiamo, è considerato una sorta di "parlamentino" di Arcigay. Il loro numero è stato tale da influire negativamente sul peso delle decisioni rispetto a qualsiasi fronte della polemica che si aperto nei mesi passati anche grazie all’inchiesta condotta da Gay.it.

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