Arcigay, il presidente lascia

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Non si ricandiderà per un secondo mandato l'attuale presidente di Arcigay Nazionale, Aurelio Mancuso. L'annuncio è stato dato durante il Consiglio Nazionale che si è concluso ieri.

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Aurelio Mancuso non si ricandiderà alla presidenza di Arcigay Nazionale. L’annuncio è stato dato dallo stesso Mancuso durante la sua relazione conclusiva al Consiglio Nazionale che si è tenuto sabato e domenica scorsi. Parole di critica sono state usate verso un ‘associazione "troppo aristocratica" secondo Mancuso che in futuro dovrà guardare anche ai movimenti di iniziativa spontanea che si stanno organizzando in tutta Italia, da Roma a Milano. Non ha nascosto le difficoltà della sua associazione di arrivare alle comunità lgbt delle grandi città. Diversa è invece la situazione nelle provincie dove l’associazione ha invece ancora un forte radicamento. "Ci vuole un’idea diversa di Arcigay – ha detto Mancuso – Dobbiamo recuperare e acquisire nuovi consensi e credibilità prima di tutto tra la nostra gente".

Mancuso «Arcigay è un bene pubblico che sopravvive ai suoi presidenti – ha detto a Gay.it Franco Grillini, presidente onorario di Arcigay – e il gesto di Mancuso va nella direzione di salvaguardare l’associazione». «In futuro non ci dovranno più essere "padri padroni", ma presidenti condivisi che pongano fine alle lotte interne. Ci aspetta una situazione politica difficile: Berlusconi rimarrà al potere fino al 2013 e la destra, per recuperare il consenso del Vaticano, sarà disposta a tutto. Ecco perché l’associazione deve essere pronta a reagire e a quel punto anche le energie di Aurelio saranno utili.» «Che ci siano le fiaccolate nelle città è un segno positivo – ha concluso Grillini -, vuol dire che non c’è più solo "mamma Arcigay" ad imboccare il movimento ma che, anzi, esiste una capacità dei gay e delle lesbiche di autorganizzarsi e fare iniziativa politica.»

L’iter che porterà il prossimo Congresso di Arcigay Nazionale ad eleggere un nuovo presidente è partito: entro il 30 novembre i candidati in campo dovranno uscire allo scoperto, anche se alcuni nomi circolano da tempo, segno che la non ricandidatura di Aurelio Mancuso non è stata una grande sorpresa per i membri del Consiglio Nazionale. L’inchiesta portata avanti da Gay.it sulla gestione di Arcigay, prima, e i movimenti spontanei, dopo, hanno certamente pesato sulla decisione.

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