Arcigay: “Noi votiamo Obama”

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La prima associazione gay italiana fa il suo endorsement per il candidato democratico Barack Obama.

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Ad una settimana dal voto negli USA, Arcigay si schiera a favore del candidato democratico alla presidenza Barack Obama e del candidato vice Joe Biden.

Obama, che potrebbe essere il primo presidente USA di colore, in una recente intervista ad una rivista gay ha dichiarato che una volta eletto lavorerà per i diritti di gay e lesbiche: "le persone LGBT meritano un vero cambiamento e lo meritano ora". Obama ha rinnovato la sua opposizione al DOMA, la legge che impedisce al governo federale di riconoscere le coppie gay, ha dichiarato la sua intenzione di permettere a gay e lesbiche di servire apertamente nell’esercito, ha garantito una maggiore protezione contro i crimini d’odio omofobico e sostegno ai genitori di persone LGBT.

La decisione di abolire il DOMA, qualora venisse effettivamente avallata, avrebbe come conseguenza che ogni stato dovrebbe riconoscere i matrimoni gay celebrati in altri Stati, attualmente possibili in Massachussetts, California e Connecticut.

Proprio in California il 4 novembre si voterà anche la Proposition 8, un referendum che propone di abolire la legge sui matrimoni omosessuali attualmente in vigore. La campagna delle associazioni LGBT contro la Proposition 8 ha ricevuto tra l’altro il sostegno economico di diversi colossi industriali come Apple, Google e Levi’s e di popolari personaggi eterosessuali dello spettacolo quali Brad Pitt e Steven Spielberg. Il candidato democratico alla vicepresidenza Joe Biden ha dichiarato che se fosse cittadino californiano lui voterebbe no alla Proposition 8: "Penso che sia regressivo e ineguale.”

“La società e le imprese USA si dimostrano capaci di un sostegno fattivo per i diritti di milioni di persone LGBT, costruendo quella vera e propria lobby sociale che purtroppo ancora in Italia è debole” – dichiara Aurelio Mancuso, presidente nazionale Arcigay – “Stiamo lavorando per costruire anche nel nostro paese una rete di realtà economiche e sociali che possano dare dignità e visibilità alle nostre rivendicazioni. Il nostro voto negli Stati Uniti andrebbe sicuramente ai candidati democratici, che si sono dimostrati sensibili ad accogliere le istanze di cambiamento della società USA. Inoltre riteniamo invotabile la candidata repubblicana al ruolo di vice presidente Sarah Palin, che ha più volte dichiarato di essere a favore del divieto costituzionale ai matrimoni gay.”

Proprio oggi il sito Gay.it ha pubblicato i risultati di un sondaggio che vedrebbero il candidato democratico Obama trionfare con l’87% se a votare fossero le persone LGBT italiane. Alla domanda “Se vivessi negli Stati Uniti, per quale candidato alla presidenza andrebbe il tuo voto il prossimo 4 novembre?”, solo il 9,1% dei lettori dei portale LGBT avrebbe votato il candidato repubblicano John McCain.

Conclude Mancuso: “Come buon auspicio per le elezioni USA, vorremmo ricordare le parole commoventi che Barack Obama ha pronunciato alla notizia della morte dell’attivista lesbica 87enne Del Martyn lo scorso agosto: «Michelle ed io siamo profondamente addolorati dalla notizia. Del ha dedicato la vita alla lotta contro le discriminazioni e al trionfo dell’uguaglianza. I nostri pensieri e le nostre preghiere sono tutti per la sua sposa Phyllis Lyon, e per coloro che l’hanno conosciuta». Aspettiamo che anche un candidato italiano alla presidenza del Governo possa esprimere la stessa sensibilità.

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