Arcigay Roma, la seconda volta di Fabrizio Marrazzo

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Si avvicinano le elezioni per la presidenza di Arcigay Roma, uno fra i circoli più importanti d'Italia. Il presidente uscente, Fabrizio Marrazzo, si ricandida. Abbiamo parlato con lui...

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Presidente di Arcigay Roma dal 2003, Fabrizio Marrazzo ha deciso di ricandidarsi alla guida di uno dei circoli Arcigay più importanti d’Italia. Con lui abbiamo parlato di ciò che è stato fatto e di quello che ancora rimane da fare.

Fabrizio Marrazzo è alla guida di Arcigay Roma dal febbraio 2003, quando l’associazione nella Capitale non esisteva…

Il Gruppo ORA, fondato nel 1999, è entrato a far parte di Arcigay nel 2001. Nonostante l’importante lavoro svolto da molte persone negli anni precedenti, siamo ripartiti da zero: non c’era nemmeno un telefono o una sede dove riunirsi. Abbiamo ricominciato a dialogare con la comunità lgbt e a pensare al nostro futuro in modo strategico. Tre anni fa ci eravamo posti tre obiettivi: la nascita di un numero verde contro le discriminazioni, un luogo dove poter far crescere l’associazione e un maggiore radicamento nel territorio. E posso dire, con orgoglio, che sono stati tutti rispettati. Abbiamo fondato il numero verde Gay Help Line 800 713 713, abbiamo effettuato centinaia di iniziative sul territorio tra cui la GayStreet di cui siamo promotori, e da poco c’è stata assegnata la nuova sede, che consentirà di attuare molte nuove iniziative.

Roma, non è una città facile per le persone lgbt…

No, affatto. Però siamo stati tenaci. E devo dire grazie a tutte le persone che hanno lavorato con grande entusiasmo e che non hanno mai smesso di crederci, centinaia di persone si sono messe in gioco in prima persona per far crescere un nuovo progetto di comunità, basato sul sostegno reciproco e su tanto, tanto volontariato.

In questi anni, Roma è stata anche teatro di burrascose divisioni da parte delle associazioni. Cosa ne pensi?

Credo che molti di noi abbiano ereditato situazioni precedenti e molto complesse, o che entrino in gioco conflitti personali. È da anni che ci interroghiamo su come poter costruire sinergie, superando le differenze e collaborando davvero nell’interesse di tutti. Adesso però siamo arrivati a un punto di non ritorno: il clima sociale ci impone di essere uniti, altrimenti rischiamo l’afasia culturale: che risposte possiamo dare alla nostra gente? Quali energie possiamo davvero mettere in campo? Questo è uno dei temi, forse il principale, che affronteremo nel nostro congresso che si terrà sabato 13 settembre in via buonaroti 13, alle 16:30 (per info scrivere a partecipa@arcigayroma.it o visita www.arcigayroma.it, ndr) ed è il grande tema su cui vogliamo riflettere per tutto il 2009, quarantesimo anno del movimento gay.

Quali pensi siano gli obiettivi per l’Arcigay di Roma nei prossimi anni?

Come primi impegni nei prossimi mesi, se sarò rieletto presidente, organizzeremo in collaborazione con Arcigay Nazionale, una campagna di ascolto della comunità lgbt per capire le loro esigenze, tramite vari incontri ed eventi. Inoltre, con altre associazioni lgbt, continueremo la campagna sui matrimoni per lesbiche e gay iniziata con il pride di Roma 2008 per portare la città su temi di civiltà europea. Poi, da questo autunno dovremo lavorare per far ottenere il riconoscimento della GayStreet di Roma, al fine di poter organizzare eventi culturali aperti a tutta la città, cosa che quest’anno non è stata possibile a causa del rifiuto del Municipio, ma il nostro compito è quello di non arrenderci. Dovremo portare avanti anche le campagne contro l’omofobia rivolte alle scuole ed ai luoghi di lavoro. Infine, data la buona notizia di questi giorni, che Roma sarà sede dell’Europride 2011, dovremo tutti lavorare per far si che il 2011 diventi una data storica per il movimento lgbt. Le iniziative che abbiamo pensato sono ancora tante, per chi fosse interessato può vedere il sito della lista con cui mi candido al prossimo congresso Arcigay di Roma www.insiemelgbt.com

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