ArcigayBrescia: Lottiamo per le unioni civili

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Il presidente del circolo Arcigay invia una precisazione sull'articolo apparso su Gay.it "Storia della mozione infame" sulla bocciatura del registro delle unioni civili.

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BRESCIA – Amareggiato. Così si dichiara il presidente di Arcigay Brescia, Sergio Mazzoleni, per l’articolo apparso su Gay.it "Storia della mozione infame", firmato da Stefano Bolognini. L’articolo informava della bocciatura, da parte del Consiglio Comunale di Brescia del 20 settembre scorso, di un Ordine del giorno presentato dal Consigliere Roberto Gabana che proponeva di istituire nella nostra città un Registro delle unioni civili.

Verso la fine dell’articolo, Bolognini definiva "ciliegina, amara, sulla torta" il testo di un comunicato stampa di Arcigay Brescia sull’esito del dibattito e del voto in consiglio comunale. "Sono stati citati – accusa Mazzoleni – due pezzi estratti dal comunicato stampa, ma parziali e giustapposti, in modo da distorcere, magari non volutamente, il senso del discorso: sembra quasi che la nostra prima preoccupazione non sia stata quella di sottolineare la bocciatura dell’ordine del giorno, ma ringraziare ‘i carnefici’".

"Mi domando a cosa giovi in questa occasione prendersela con l’associazione che più ha sostenuto in quest’anno a Brescia il registro delle unioni civili, cercando di invertire una previsione che fin dall’inizio era sfavorevole".

Arcigay Brescia chiede dunque di diffondere il comunicato stampa integrale, che noi pubblichiamo volentieri:

"Venerdì 20 settembre il Consiglio Comunale della nostra città ha discusso un ordine del giorno presentato dal consigliere Roberto Gabana e diretto all’ istituzione a Brescia di un registro delle unioni civili. L’associazione Orlando – Arcigay Brescia intende esprimere il proprio apprezzamento per i consiglieri che hanno accolto favorevolmente la proposta e per le componenti della società civile che l’hanno sostenuta nei mesi intercorsi tra la presentazione e la discussione di venerdì. L’Associazione esprime rammarico per l’esito negativo della votazione: per pochi voti (13 no, 11 sì, un’astensione), le porte del palazzo della Loggia sono state chiuse di fronte alle istanze di riconoscimento e tutela poste dalla crescente complessità della società, con le nuove forme di aggregazione solidale, la cui articolazione sfugge all’azione amministrativa. Tuttavia l’Associazione intende manifestare il proprio apprezzamento anche per chi, pur esprimendo un voto contrario sul merito della proposta, ha saputo cogliere nel dibattito un’occasione di confronto democratico e di maturazione civile. Purtroppo non è stato così per chi si è invece limitato a ribadire posizioni preconcette e demagogiche, abbandonandosi perfino ad allusioni volgari, confermando così la pochezza della propria cultura politica e civile. Infine, l’Associazione fa proprio l’auspicio espresso da tutti i consiglieri che hanno preso la parola, e cioè che il dibattito si trasferisca finalmente in Parlamento".

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