Arrestato Svastichella: dovrà rispondere di tentato omicidio

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In manette l'uomo che ha aggredito due giovani gay a Roma lo scorso sabato mattina: sarà interrogato entro due giorni. Il presidente della Provincia Zingaretti: "Ora serve una...

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Il Gip del Tribunale di Roma Renato Laviola ha accolto la richiesta di carcerazioe preventiva inoltrata ieri dal procuratore e dal Pm nei confronti di Alessandro Salvelli, 40 anni, anche noto come "Svastichella", autore dell’aggressione contro due ragazzi gay che erano appena usciti dal Gay Village lo scorso week end.

"Sussiste la possibilità e vi è il concreto pericolo che l’indagato possa commettere reati della medesima fattispecie" ha argomentato Laviola. Salvelli, che dovrà rispondere di tentato omicidio, è stato quindi arrestato e portato in questura da cui, poi, è stato trasferito nel carcere di Regina Coeli dove dovrebbe essere interrogato entro dopodomani.

Soddisfazione ha espresso il legale dei due ragazzi aggrediti. "E’ un provvedimento che aspettavamo. L’ho comunicato a Dino (il ragazzo accoltellato, ndr) e ai familiari e sono contentissimi – ha affermato l’avvocato di Arcigay Daniele Stoppello ad Apcom -. E’ importante una risposta chiara e precisa di fronte a questi episodi di violenza".

La notizia è stata accolta positivamente anche dalle associazioni romane. "Finalmente una buona notizia" ha commentato Fabrizio Marrazzo, presidente di Arcigay Roma, mentre il Circolo Mario Mieli parla di "giustizia fatta, almeno dal punto di vista formale". E’ il caso di ricordare, infatti, che la carcerazione preventiva è solo il primo dei tanti passi che precedono l’incriminazione e poi il processo che avverrà con una legislazione che non prevede l’aggravante dell’omofobia.

"E’ veramente importante e una buona notizia che l’aggressore dei due giovani gay si trovi ora in stato di detenzione in quanto soggetto socialmente pericoloso – ha commentato il Presidente della Provincia di Roma Nicola Zingaretti -. Questa, però, è una prima risposta di ordine esclusivamente giudiziario. Restano l’inquietudine e la preoccupazione per l’altro grande tema, del perché in questa città, nell’ultimo periodo, sia iniziata una escalation di intolleranza razziale, politica e sessuale. Fare qualcosa di concreto – aggiunge Zingaretti – per chi ha subito questa violenza vuol dire approvare subito in Parlamento la legge contro l’omofobia e smetterla di creare sospetti e paure nei confronti di chi è considerato ‘diverso’. Credo che su questo bisognerà impegnarsi perché una città più violenta è una città più insicura per tutti".

Intanto la famiglia del ragazzo ancora ricoverato al Sant’Eugenio ha voluto ringraziare, con un comunicato diffuso da Arcigay Roma, tutte le associazioni che in questi giorni si sono prodigate per sostenere loro e il giovane. "Si è attivata una grande rete di solidarietà grazie alle organizzazioni gay e alle istituzioni, il cui sostegno è stato importante. L’attenzione dei media – dice l’associazione – è stata fondamentale per portare alla luce questo ennesimo tragico episodio di omofobia. Adesso bisogna concentrarsi sulla guarigione: pertanto la richiesta è quella di limitare le visite in ospedale ai soli parenti e amici, per consentire una ripresa serena e più rapida possibile".

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