Arriva la legge Bossi sulla famiglia

di

Riguarderà esclusivamente le coppie sposate, ma qualcuno nella maggioranza vuole occuparsi anche delle unioni di fatto.

635 0

Il ministro delle riforme Umberto Bossi, coadiuvato dal ministro del welfare Bobo Maroni, sta realizzando un progetto di "legge quadro" sulla famiglia, dal quale vengono escluse le coppie di fatto. Il disegno di legge, ispirato, secondo le parole di Maroni, dal fatto che «la famiglia deve tornare ad essere il centro della società», ha suscitato alcune proteste anche all’interno della maggioranza, da parte di chi vi vede un tentativo di Bossi di uscire dalla sue competenze: secondo il sottosegretario Grazia Sestini, forzista, vice di Maroni, il ministro delle Riforme non è competente in fatto di famiglia e politiche sociali, ma il capo di gabinetto di Bossi, Francesco Speroni ribatte: «Il nostro concetto è il governo collegiale, quindi anche Bossi si occupa della legge sulla famiglia al di là delle sue competenze istituzionali strette. Inoltre, è questo il progetto di legge di punta della Lega, dal momento che le altre due leggi prioritarie su immigrazione e devoluzione, sono già state varate dal governo».

Bossi ha previsto aiuti per le coppie coniugate, esclusi dunque i conviventi, come il "premio" in denaro per ciascun figlio. Sempre la bozza del ddl di Bossi stabilisce agevolazioni fiscali e incentivi indiretti mettendo a disposizione servizi, ad esempio gli asili nido. «La società tende alla disgregazione, se non ci sono capisaldi come la famiglia "costituzionale". C’è una scristianizzazione in atto, noi siamo per i valori», commenta Speroni.

L’unica considerazione sulle coppie di fatto arriva paradossalmente dai centristi della maggioranza: Luca Volonté, capogruppo alla Camera del CcdCdu afferma: «Tanto meglio se anche la Lega vorrà dare una spinta a migliorare le condizioni della famiglia dopo due legislature di iniziative del Biancofiore. Noi siamo d’accordo per il sostegno della famiglia basata sul matrimonio, non siamo però ciechi e il Parlamento dovrà pensare a una buona legge per le coppie di fatto».

Indignato il commento di Sergio Lo Giudice, presidente Arigay: "Il ministro Bossi come il mullah Omar", sintetizza Lo Giudice, accusando la legge di perpetrare «discriminazioni fra i figli delle coppie di fatto e quelli delle coppie sposate, secondo un’idea confessionale del ruolo delle istituzioni pubbliche già sperimentata nel Lazio con la legge Storace sulle famiglie».

«Chiediamo alla maggioranza di governo di non accettare supinamente questo stravolgimento del ruolo delle istituzioni – afferma ancora il presidente Arcigay – e di non programmare l’erogazione di servizi e sussidi a seconda delle scelte religiose ed esistenziali dei cittadini e delle cittadine».

Lo Giudice dice di apprezzare «l’impegno manifestato dal capogruppo alla Camera del Ccd – Cdu Luca Volontè per una legge sulle coppie di fatto: si affronti presto l’intera materia, senza dimenticare le migliaia di coppie omosessuali, che sono "di fatto" per costrizione normativa e senza alcun riconoscimento pubblico, a differenza di quanto ormai accade in quasi tutta Europa, dalla Francia di Jospin alla Spagna di Aznar».

Tutti gli articoli su:

Commenta l'articolo...