Arriva Obama: largo ai gay

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Il vescovo gay ha pronunciato l'invocazione durante la cerimonia in onore di Obama. E dopo si è esibito il coro gay di Washington. Se questa non è già...

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Tutto è pronto per la grande cerimonia di insediamento che si terrà martedì 20 gennaio così come stabilito dalla Costituzione americana. Obama entrerà alla Casa Bianca dopo aver giurato, sfilato nella superblindata auto presidenziale e a piedi, e dopo una parata festosa "che includerà le numerosissime anime di questo paese", così come ha detto lo stesso Barack Obama. E’ lui ad aver organizzato la cerimonia nei minimi particolati. Ed è lui ad aver voluto tutti gli attori che si alterneranno sia nella cerimonia di insediamento di martedì sia nel concerto inaugurale che si è tenuto domenica.

Al Lincoln Memorial si è infatti tenuto un assaggio di quella che tutti considerano una giornata storica: un megaconcerto coi big della musica – fra cui Beyonce, Bono e Stevie Wonder – si sono alternati per salutare il nuovo presidente, ma prima ancora il vescovo Gene Robinson ha pronunciato la tradizionale invocazione a Cristo per il presidente. Robinson, fortemente voluto dallo stesso Obama, non è un vescovo qualunque: il reverendo, 62 anni, spaccò la Chiesa Anglicana che arrivò alla soglia dello scisma quando cinque anni fa fu ordinato al vescovato del New Hampshire. Divorziato e padre di

due figlie, Robinson nel 2008 ha addirittura celebrato l’unione civile con Mark Andrews, l’uomo che da 19 anni è il suo compagno. E nonostante nel giorno del giuramento accanto al presidente ci sarà Rick Warren – un pastore evangelico che ha paragonato i matrimoni omosessuali «alle nozze incestuose tra fratello e sorella» – lo staff di Obama smentisce che la scelta di Robinson sia una risposta allo sdegno che la scelta di Warren ha suscitato nella comunità gay americana.

Ma non è finita qua. Dopo l’invocazione è toccato al coro gay di Washington DC cantare con gioia il passaggio di consegne tra George W Bush e Barack Obama: e vederli tutti in abito scuro con fiocchetto rosso della lotta all’Aids a esibirsi sulle scalinate del monumento a Lincoln è stata un’emozione non da poco, come racconta chi ha avuto la fortuna di esserci.

Tutto è pronto dunque per la sfilata inclusiva voluta dal primo presidente americano di colore. In serata si terranno eventi mondani in tutto il paese. I locali gay delle più grandi città fra cui New York e San Francisco apriranno i battenti per festeggiare fino a tarda notte l’arrivo nello studio ovale del loro Barack.

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