Asilo cancella Festa del Papà per bimbo con due mamme: polemica a Roma

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Sarà semplicemente la Festa della Famiglia per rispettare un bimbo figlio di una coppia di donne. Ma gli altri genitori protestano e chiamano in causa l'assessore. Fratelli d'Italia:...

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Si celebra domani la Festa del Papà che per tradizione cattolica coincide con il giorno in cui si commemora San Giuseppe lavoratore, padre putativo di Gesù. Succede, però, che in in asilo romano, resisi conto che tra i bambini ce n’è anche uno che invece di avere una madre e un padre, ha due mamme. Che fare? La scuola, con una certa sensibilità nei confronti di quel bimbo, convoca una psicologa e sentito il suo parere decide che la Festa del Papà diventa una più generica Festa della Famiglia.
Non appena si è sparsa la voce tra i genitori degli altri bambini è scoppiato il putiferio.
“Quello che ci sta a cuore – ha dichiarato al Corriere Emma Ciccarelli, presidente del Forum delle Associazioni Familiari del Lazio – non è la polemica fine a se stessa, ma il bene del bambino in questione. Quanti altri bambini in Italia vivono senza avere accanto i propri genitori? Penso ai bambini orfani ad esempio o a molti figli di genitori separati, anche per loro bisognerebbe non vivere questa festa? E dopo? Cancelliamo anche la festa della Mamma per tutti i casi inversi?”.

Interpellata da un folto numero di padri e madri, è intervenuta anche l’assessore municipale alle Politiche Educative del II Municipio, nel cui territorio ricade la scuola, Gloria Pasquali. “Mi sento di condividere il disappunto di queste famiglie – ha dichiarato Pasquali -, non si tratta di discriminare qualcuno ma credo che non sia corretto cambiare così il calendario delle attività scolastiche e che non sia nemmeno educativo per chi non ha il papà”.
Di parere decisamente opposto, naturalmente l’associazione Famiglie Arcobaleno. “Noi genitori omosessuali – scrive in un articolo pubblicato dall’Huffington Post Giuseppina La Delfa presidente di Famiglie Arcobaleno – siamo madri o padri e non abbiamo nessuna preclusione a festeggiare i papà e le mamme, le nonne e i nonni. Anzi, siamo favorevoli. Ma il problema si pone quando una maestra fa recitare la poesia: “Quanto è bello il mio papà” a un bimbo che ha due mamme”.
Pensare che quello delle famiglie omogenitoriali sia l’unico caso in cui educatori e insegnanti si trovano a dover mettere in campo tutta la loro sensibilità, tuttavia, è un punto di vista parziale. Si pensi, ad esempio, ai bambini orfani di un genitore, o ai figli di genitori divorziati che, per esempio, non si parlano più, oppure ai bambini adottati che in alcune circostanze possono essere feriti tanto quanto gli altri.
Ma la polemica, come spesso accade in questi casi, attira anche la politica e giungono anche le dichiarazioni di Fratelli d’Italia, il movimento di Giorgia Meloni e Guido Crosetto, che parla di strumentalizzazione della questione messa in piedi ad hoc per affermare l’idea che esistono anche famiglie differenti da quelle considerate tradizionali. Ma è proprio dalla costatazione di quella che è già da tempo una realtà che nasce il provvedimento preso dalla scuola romana.

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