Aspirante sindaco del trevigiano: “Con me niente unioni gay”

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Roberto Bet è l'uomo del centrodestra di Codognè, appoggiato dal ministro Zaia in persona, contrario alle unioni tra omosessuali e fermamente convinto che i musulmani bisogna tenerli al...

E’ candidato a sindaco di Codognè, in provincia di Treviso, per il centrodestra e di sicuro ha le idee chiare. Presentandosi ai suoi elettori lunedì scorso ha tenuto a mettere subito i puntini sulle "i", a scanso di equivoci. Roberto Bet è per la famiglia tradizionale, quella nata da un prolifico matrimonio tra un uomo e una donna (a proposito, prima o poi qualcuno ci spiegherà che posto occupano nella "tradizione" le coppie etero, sposate, ma senza figli) e sotto la sua sindacatura non ci sarà posto per le unioni tra omosessuali. 

Sostenuto dal gotha del centrodestra locale, ovvero dal ministro Luca Zaia, dal presidente della provincia Muraro e dal vicepresidente Manzato, Bet ha fatto continuo riferimento ai valori del cristianesimo. Che, evidentemente, stanno anche alla base delle sue idee sui migranti, specialmente quelli musulmani nei confronti dei quali non ha avuto dubbi: devono pregare nelle loro moschee e non nei "nostri oratori". Essendo composto dai suoi elettori, il pubblico ha gradito l’intervento dell’aspirante sindaco. In contrapposizine a Bet, si candida Romolo Romano, attuale vicesindaco della squadra di Lorena Andreetta impossibilitata a presentarsi alle elezioni perché già al secondo mandato.

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