Associazioni in rivolta: “Boicottiamo i Mondiali in Qatar”

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Dopo la decisione della Fifa di celebrare i Mondiali di calcio del 2018 in Russia e quelli del 2022 in Qatar, le associaizoni sportive lgbt si ribellano e...

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I Mondiali di calcio del 2022 si giocheranno in Qatar. La notizia della vittoria del piccolo stato del Golfo nella competizione per la scelta della nazione che ospiterà il torneo di calcio più importante del mondo, è della settimana scorsa. Adesso, però la comuntà legbt internazionale sta facendo sentire la propria voce rispetto alla scelta della Fifa che, oltre al Qatar, ha scelto la Russia come sede dei Mondiali del 2018.
Due decisioni certamente infelici, secondo l’opinione di gruppi e associazioni di gay, lesbiche e transessuali di tutto il Globo. Perché? Perché entrambi i paesi adottano politiche che definire omofobe sarebbe eufemistico.

Più di altri hanno alzato la voce gli attivisti britannici di Gfsn (Gay Football Supporter’s Network) che raggruppa proprio supporters e giocatori di calcio lgbt. L’Inghilterra, infatti, era candidata, insieme al Belgio, all’Olanda, alla Spagna e al Portogallo, ad ospitare i famosi Mondiali.
"Condanniamo con forza la decisione della Fifa – fanno sapere da Gfsn – e condurremo una campagna di boicottaggio lgbt contro qualsiasi attività legata ai Mondiali del 2022".

In Qatar, vale la pena di ricordare, l’omosessualità è considerata reato e viene punita con la detenzione fino a cinque anni.
"Organizzando la competizione in Qatar, il presidente Blatter esclude i milioni di tifosi lgbt che non si sentiranno i benvenuti in paesi omofobi –  continua l’organizzazione – dove possono anche essere arrestati per il semplice fatto di essere se stessi".

"Dopo la mancanza di una posizione ufficiale in seguito alle vicende croate –  ha dicharato Ed Connell, uno dei responsabili di Gfsn -, la scelta di Qatar e Russia per due campionati mondiali è la dimostrazione che c’è ancora molta strada da fare prima che il calcio possa essere considerato uno sport inclusivo e per tutti".
Anche Peter Tatchell, noto attivista inglese per i diritti lgbt, ha fatto sentire la propria voce in merito: "Entrambi i Paesi registrano una situazione molto carente nell’ambito dei diritti umani: non solo per quel che riguarda i gay, ma anche in merito ai diritti delle donne, alla libertà di protesta e di stampa. La FIFA ha anteposto i propri interessi corporativi al benessere delle persone che vivono in Russia e in Qatar.

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