ATTACCHI ANTIGAY IN NEPAL

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Raids della polizia nei locali, arresti ingiustificati, detenzioni oltre ogni termine. La Human Rights Watch denunci ai soprusi contro la comunità glbt a Kathmandu.

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LONDRA – Un movimento internazionale per i diritti umani ha sollecitato le autorità del Nepal alla liberazione dei membri dell’organizzazione gay attualmente detenuti nel paese. La Human Rights Watch afferma che trentanove membri della Blue Diamond Society, uno dei più importanti gruppi gay del paese, sono stati arrestati durante alcuni raids condotti all’inizio di agosto nella capitale Kathmandu. I membri della polizia hanno assalito i bar gay e i locali frequentati da persone transgender durante i raids, gli ultimi in una serie di attacchi condotti contro la comunità omosessuale del paese.
Nel mese di luglio, la polizia nepalese è stata accusata di aver commesso “atrocità” contro i membri della Blue Diamond Society, dopo una protesta pacifica svolta per chiedere parità di trattamento e che si è conclusa con pestaggi e violenze.
La Blue Diamond Society è stata minacciata di chiusura all’inizio dell’anno, dopo che la Corte Suprema nepalese la ha accusata di “promuovere attività omosessuali”. E pare che ora il governo stia per tornare all’attacco con una azione legale che verrà a breve presentata in tribunale.
Anche se gli ultimi arresti non hanno portato a nessuna incriminazione, i prigionieri continuano a essere detenuti perché gli agenti sostengono che stavano “disturbando la società”.
In un comunicato, la Human Rights Watch ha sollecitato il governo nepalese non solo a rilasciare i membri del gruppo, ma anche a porre fine alle discriminazioni e alle minacce verso la comunità omosessuale e transgender del paese.
«La Blue Diamond Society ha subito molestie dal governo nepalese mentre difendeva i diritti di alcuni dei più vulnerabili membri della società» ha detto Scotto Long, direttore del Lesbian, Gay, Bisexual and Transgender Rights Project dello Human Rights Watch. «In un contesto di crescente guerra civile, il rispetto per le regole della legge è costantemente compromesso in Nepal – afferma Long – Le autorità nepalesi devono mostrare il loro impegno per assicurare i diritti fondamentali per tutte le persone, senza discriminazione».
Né il governo né la polizia ha ancora commentato gli arresti.
Intanto, il 30 agosto scorso, in occasione della celebrazione della Giornata internazionale dello ‘scomparso’, Amnesty International ha rivelato che, secondo quanto riferito all’organizzazione, in Nepal vi sono stati 378 casi di ‘scomparsi’ nell’ultimo anno, molti di più del totale riscontrato negli ultimi 5 anni.
«La drammatica intensificazione delle ‘sparizioni’ non sta solo causando grave sofferenza alle vittime e alle loro famiglie, ma sta anche minando lo stato di diritto così come la fiducia dei nepalesi nelle forze di sicurezza e nel governo del loro paese», ha dichiarato Amnesty International.
Il rapporto è stato inviato al Primo ministro nepalese Sher Bahadur Deuba insieme ad una lettera con le preoccupazioni di Amnesty International.

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